sabato, novembre 29, 2003
indecisione sullo stato fisico odierno:
fangoso palabile o solido non polverulento?
mercoledì, novembre 26, 2003
la persona più importante
non sarai più te, se avrò un figlio. ma non credo che un marito potrà cambiare la situazione. la persona più importante sei tu. per me. per sempre se non faccio un figlio.
una partenza in quinta, non c'è che dire. come quelle che piacciono a te. e mi ci riconosco poco, piccolina. ma quanto io sono te e tu sei me? quanto lontane, se tanto vicine?
stanotte a mezzanotte ti invierò un messaggio. odio saperti laggiù, in una stanza d'albergo, da sola. in egitto. ma che personaggio da favola sei. meravigliosa. bella come poche. non mi si chieda mai di essere obiettiva. non posso esserlo. e non voglio.
stai per compiere trent'anni. e anche tu, ormai, e a buon titolo, entri nel clan. sei una sopravvissuta. (se questo scritto avesse il sonoro a questo punto attaccherebbe "mr. cab driver" di lenny kravitz).
stai per compiere trent'anni ma per me sei sempre la piccolina. e se sono ancora piccolina è grazie a te. perchè l'averti avuta accanto mi obbliga a conservarla quella piccola me. a proteggerla. a coccolarla.
e non venirmi a dire che non hai meriti. ne hai.
sei il più bel regalo mai ricevuto. la più grande stronza, quando vuoi. ma tanto poi un sorriso ti scappa e il mondo si illumina.
sei la mia grande fortuna. la mia ricchezza, il gioiello più prezioso. mi vieni in mente, seduta accanto a me, un mese fà, forse. io fastidiosa e tu divertita. mi vieni in mente in lacrime. mi vieni in mente spettinata. mi vieni in mente mentre balli. mi vieni in mente al mare. mi vieni in mente agli esami. i tuoi e i miei. (il nostro sodalizio)
mi vengono in mente le preghiere della buonanotte. la nostra prolungata convivenza. tutti i libri che ho letto e tutti quelli che hai letto tu.
quanto lontane, se tanto vicine?
auguri, sorellina volante
white stripes?
vago per concerti. senza soluzione di continuità. ieri era frankie hi-nrg. due settimane prima, sullo stesso palco, michael franti and spearhead. sia il primo che i secondi hanno utilizzato il giro di basso di seven nation army degli white stripes. sullo stesso palco. ad una settimana di distanza.
forse mi sbaglio, forse ero troppo cotta, sul divano, quella sera. ipnotizzata davanti allo schermo. su mtv trasmettevano il concerto dei muse. mi pare di ricordare che anche loro lo accennassero. quel giro. ma potrei sbagliarmi, forse non erano loro, ma altri. forse ho avuto delle allucinazioni uditive.
ma quel che fu non cambia quel che è.
quel giro mi gira in testa.
ta taratatata ta ta taratatata tatatata ta taratatata ta ta taratatata tatatatata taratatata ta ta taratatata tatatata
lunedì, novembre 24, 2003
stanotte ho dormito sul divano. ho scambiato domenica con venerdì. oggi mi sembra sabato. sono confusa.
a volte tornano
ho appena parlato con ale che sta per partire per il brasile. nessuno può dire se tornerà. a lui devo alcune forti emozioni di questo autunno. l'ho amato. e sono felice che le nostre strade si siano incontrate. la vita è bella.
fine agosto. campagna toscana. festa. con gli amici sono seduta su un tappeto e me la rido. stiamo mangiando e bevendo. tra due giorni si torna in ufficio, non è il caso di essere cupi. io non lo sono. le candele rischiarano la notte. un giovane uomo distante alza un braccio verso di me. mi guardo alle spalle. non c'è nessuno. sorrido. dopo un po' mi sposto. c'è un divano e non resisto alla tentazione di accomodarmi. da lì osservo il gruppo rimasto per terra. siamo tutti scalzi e sulle nostre teste splendono le stelle. "ciao" non mi ero accorta che qualcuno si era avvicinato "prima ti ho salutato perché tra tutti eri l'unica che sorridevi e avevi una luce speciale". "ciao" rispondo cercando di mettere a fuoco il mio interlocutore "accomodati". iniziammo parlando di musica. poi ci sfiorammo. e poi ridemmo.
in questi mesi le volte che io e ale ci siamo visti si contano sulle dita di una mano. ma è stato bello. una storia semplice. come dovrebbero essere le storie tra due persone che si piacciono ma che non vogliono stare insieme. ho dato il meglio di me.
non mi è dato di sapere quale sia il tempo fuori. stanno rifacendo le facciate dell'antico palazzo che ospita gli uffici della società per cui lavoro. ci hanno incappucciato. non vedo il cielo. non so se piove o se c'è il sole. lavoro con la luce artificiale.
tuttavia gli operai sono graziosi.
ho deciso che da ora in poi cercherò di trovare qualcosa di grazioso in ogni privazione.
venerdì: scopro solo sabato sera che a prato, venerdì notte, c'erano in concerto i favolosi one dimensional man. sconcerto. se lo avessi saputo in tempo avrei evitato di passare una serata tanto sfigata. tutti sul mio divano. molti non invitati. comprese due coppie che hanno mangiato e bevuto e fumato a go-go. io, ospite attenta nonostante il giramento di palle, ho cucinato e preparato drink senza soluzione di continuità dalle ore 21 alle ore 4. qualcuno ad un certo punto ha pure proposto "spaghetti di mezzanotte" ed erano le tre. a casa ci sono ancora bicchieri e piatti da lavare. c'è stata una festa da me venerdì notte. e i più si sono divertiti. io no. ogni volta che suonava un cellulare sentivo che partiva un invito: siam tutti qua! raggiungeteci! e, tra tutti, non ce n'era uno che mi piacesse! io amo le feste. ultimamente però non sopporto le coppie. pertanto ecco il mio appello:
Appello agli amici (di ambo i sessi) fidanzati se sei in coppia non rompere i coglioni (soprattutto il venerdì sera). tu e il tuo fidanzato/a potete andare al cinema, farvi le coccole, fare quel cazzo che vi pare e piace. non obbligarmi a dover sorbire la compagnia del tuo partner che, ti assicuro, piace solo a te. sarò sempre felice di passare del tempo con te. sei un mio amico/a. ne abbiamo passate tante insieme. ti voglio bene. ma vieni solo/a.
venerdì, novembre 21, 2003
panico. ho trovato in un blog un link di uno che conosce un mio collega (uno pure carino, cavolo!!!!). panico. paura. mi scopriranno e sarò messa alla berlina. pauraaaaaaaaaaaaaaaa
ogni volta che scriverò, se riusciro a trovare le palle per farlo ancora, penserò di essere letta dai colleghi. ogni volta. unica possibilità: dare le dimissioni. oppure cambiare nome. oppure scrivere al maschile. tante possibilità.
abbandonare tutto. calare le scialuppe e abbandonare il divano. via via via. calmati ca (che cretina pure il nome vero....). calmati lucia.
tutti nel letto di lucia. da ora in poi.
è che il capo mi ha chiesto dei lucidi un po' furbi. consegna ore 15.00. mancano 30 minuti. manca soprattutto la furbizia che qualche anno fà mi chiese se poteva andare al cine. risposi sì.
fu la mia prima risposta sbagliata.
ormai passo solo per caso da qui
martedì, novembre 18, 2003
pausa caffè
un mio collega mi ha appena informato che è "sproporzionato per quanto riguarda le dimensioni del sesso". (in un attimo ci siamo ritrovati a cantare insieme: ...e se trovo la donna giusta la ciuccio come una cozza).
un coretto a metà giornata aiuta.
adoro i miei colleghi. tranne uno.
giovedì, novembre 13, 2003
ieri a perugia
ci siamo detti, con il collega, che ci vogliamo bene. gli ho spiegato, con toni piuttosto sostenuti, che voglio i suoi consigli perché li ritengo preziosi, ma il modo con cui li espone è sempre troppo aggressivo e questo non mi aiuta. in altre parole non può incazzarsi perché io sbaglio. io so di essere perfettibile e accetto i miei errori. se lui vuole essermi utile deve imparare a comunicare con me non come fanno mia sorella o mia madre che quando cado mi sgridano perché nel loro limitato schema mentale/uterino io non devo cadere mai. e io, invece cado e mi sbuccio le ginocchia sovente. ora posso accettare questo da famigliari che confondono le identità (noi, io, te, lei, loro)(?) ma da un collega no. non sono sua figlia, non sono la sua amante, non sono la sua fidanzata, non sono sua sorella. bene anche questa è fatta.
oggi (cazzo cazzo cazzo)
oggi sono vestita da consulente femmina. oggi vado nella fossa dei leoni. l'ansia da gita mi assale. ma non è piacevole. i fatti: torno nel palazzo in cui ho vissuto 10 dei peggiori mesi della mia vita. il vecchio lavoro: c'è una conferenza che mi interessa (un protocollo che dovrebbe erogare finanziamenti a FONDO PERDUTO alle aziende con sistema di gestione ambientale certificato!!!). e fin qui tutto bene. il problema è che rivedrò persone che non stimo. io sono sensibile e questo mi turba. ma ciò che mi preoccupa maggiormente è la possibile vista del mio ex. il poveretto. non lo vedo da un anno o forse più. gli concessi di tradirmi e di farmi soffrire. credetti di amarlo come non avevo fatto mai. e un po' è colpa sua (solo un po' per il resto sono io la sola responsabile) se oggi non mi piace nessuno. in più oggi è il suo compleanno. il poveretto riteneva che fosse un giorno funesto. non avrebbe mai voluto nascere e odiava invecchiare. chissà quanti anni compie. se lo dovessi incontrare per le scale o per i corridoi mi sentirei a disagio. l'ultima volta che gli parlai, per telefono, gli dissi che non volevo aver nulla a che fare con lui perché non mi piaceva. sono un po' nel panico ma vado comunque. respiro profondamente.
martedì, novembre 11, 2003
'fanculo i fidanzati delle amiche del cuore.
il kobra col sale
se lo mangi fa male
perché non si usa così
(kobra, rettore, 1980)
i martedì sono i peggiori
io, squisitamente semplice, logica e pigra oltremodo
i mie amici, che cari, si stanno impegnando, a fasi alterne, a trovarmi un fidanzato. mi ritrovo spesso, quindi, in uscite di gruppo, in cui uno sconosciuto, per quasi tutti fuorché per uno, viene appositamente coinvolto perché secondo me siete perfetti, è uno figo, ti piacerà, vi vedrei bene insieme, è l'uomo per te.
i miei amici, che cari, fanno tutto questo perché mi vogliono bene. ma io mi incazzo regolarmente perché, nonostante mi sforzi con tutta me stessa, mi creo sempre delle aspettative ma sono ancora sola.
venerdì scorso ricevo telefonata: per fortuna che ci sei, indovina chi viene da torino? lo sconosciuto in questione era stato sponsorizzato da tempo (uno fighissimo, ti piacerà). il fatto che viva a torino, città che ADORO, e che sia un musicista deponeva a suo favore. appena visto non ho pensato altro che siamo in autunno e che la selezione sull'avvenenza non è proprio il caso di farla. pertanto ho porto l'orecchio. simpatico, ma un po' troppo. poi dopo poco (troppo poco, cazzo!) vengono i nodi al pettine: non interpellato racconta la sua storia di 17 anni di fidanzamento (per me, poteva finire subito lì la conversazione) conclusasi male un anno fà (lei, per me, non esiste perché io non la conosco!!!!) per una cazzata (il dettaglio maniacale con il quale racconta i fatti mi fa ancora rabbrividire) (sono sensibile). in altre parole un caso umano. difficilmente recuperabile visto l'età (35). glielo ho detto.
quindi mi chiedo: ma i miei amici, che cari, pensano che io sia un caso umano? o forse credono che io abbia così tante energie da impiegare in una storia con un partner difficile? io, squisitamente semplice, logica e pigra oltremodo.
amici, cari, vi adoro ma fatevi i cazzi vostri. io sto bene così: consapevole della durezza dell’autunno da single e cosciente del fatto che finirà. con le mie storie di solo sesso, che seppur non siano il massimo, sono meglio di niente.
domenica, novembre 09, 2003
allo sbando, così mi sento oggi.
ho sempre sognato un marito francese.
sono in ufficio perché devo lavorare. colonna sonora m.k. catartica. è sull'ambiente (la mia materia) che mi devo concentrare oggi. piani di miglioramento, un progetto sulla comunicazione interna e esterna e, soprattutto, il sogno di una notte di agosto in prossimità del vulcano. il sogno, ormai quasi realtà, di portare una ventina di aziende a pagare per quel cazzo di inquinamento che producono. la mia vocazione pigouviana (chi inquina paga, ecchecazzo!) è troppo radicata per starsene sopita dietro gli ordini di chi mi paga. ok prendo i loro soldi, ma non lavoro per loro. lavoro per quello che ritengo importante. pertanto saranno migliori e staranno meglio, tutti un po' (questo è quello che ritengo importante). spostandosi così lungo la curva degli ottimi paretiani. tutto questo è in mio potere. se continuerò a essere brava. mi sento divina. allo sbando. sola.
è la conta delle forze che risulta deficitaria. è la mia volontà che traballa.
mi chiedo dove sarei, ora, se avessi realizzato quell'altro mio sogno? e rispondo à paris.
venerdì, novembre 07, 2003
fuck you I'm a survivor
(mr. cab driver, lenny kravitz, 1989)
finalmente una traccia di massimo coppola (rolling stones, novembre, pag 221). risponderà alle lettere di donne che lamentano "incomunicabilità, incapacità di comprensione, vite fatte di universi lontanissimi". io non credo che gli scriverò inventandomi problemi di questo tipo (ho da tempo compreso alcune semplici dinamiche e je me debruille). certamente leggerò ogni sua risposta. ma devo fare qualcosa perché ho bisogno di lui. come della droga, del caffè al mattino, del motorino per andare in ufficio. non voglio continuare più a stare così. massimo coppola per me è gioia semplice. è l'emozione di vederlo inaspettatamente sul palco di bologna divertito mentre intervista morgan. è il sorriso nell'osservare il suo sguardo intelligente e appassionato parlare di calcio (non me ne frega nulla del calcio ma di intelligenza e passioni non posso farne a meno). è la risata che mi provocano le sue battute acute. è il piacere di leggere uno stile impeccabile (aulico e ironico nello stesso tempo). sarei ipocrita se non ammettessi che una storia di sesso con lui la farei. massimo mi piace e mi intriga. ma non è questo quello di cui ho bisogno. le mie necessità sono altre: “incontrarlo” più spesso nei miei giorni. in maniera assolutamente passiva. in fin dei conti, per me (ormai è definitivo: non sono egocentrica. sono egoista), che lui mi conosca o meno poco cambia. io non voglio far parte della sua vita. ma desidero che lui faccia parte della mia, se possibile quotidianamente (no, no, no, non mi basta leggere le sue risposte una vota al mese!). voglio vederlo e ascoltarlo.
pertanto se gli scriverò questo sarà il contenuto della lettera:
Caro Massimo Coppola,
per piacere, ritorna in televisione.
con stima
Carlotta
nell'oroscopo di questo mese (a cura di lucy in the sky with diamonds!) si dice:
"se davvero lo desiderate, non ci vuole molto per farvi scaldare il cuore..."
continuo a sognare... di aver più tempo da dedicare a lasciar traccia delle tracce dei giochi che impegnano il mio tempo.
mercoledì, novembre 05, 2003
sogno di aver più tempo per lasciare traccia. ma il mio tempo, ahimè risorsa scarsa, è impegnato in giochi che lasciano tracce.
sogno di aver più tempo da dedicare a lasciar traccia delle tracce dei giochi che impegnano il mio tempo.
rileggo e penso bene: da ora in poi sarò sempre chiara. e niente maiuscole. in quella spiaggia si sussurra.
(tentativi di comprensione della mia metrica)
martedì, novembre 04, 2003
periodo intenso: lavoro, cazzeggio e dormite. l'abbondanza mi rende serena. si avvicinano dei concerti niente male. stasera madre a casa. stirerò!
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