Facciamo la R-Evoluzione? (sul divano)

venerdì, aprile 29, 2005

L'intelligenza sta
nel comprendere appena in tempo
il ruolo preciso di un esistenza
le cose da gettare via
quelle importanti da valutare
per mettere a frutto le qualità
L'intelligenza sta
nel chiedersi sempre serenamente
se c'è la propria vita in allarme rosso
e non fare finta di ridere
con autoironia non mentire mai

L'intelligenza sta
nell'esser prudenti
quando cala una nebbia
sul rischio di cadere
troppo facile avere
la lucidità di quelli che
non sanno camminare


L'intelligenza sta
nel capire che la crisi interiore
è solo la fine del primo tempo
cinque secondi alla regia
pausa pranzo un minuto appena
chiuso per ferie o per inventario

L'intelligenza sta
nel cercare con estrema cura
possibili compagni d'avventura
e poter parlare di lei con autoironia
non mentire mai

L'intelligenza sta
nell'essere prudenti
quando cala una nebbia
sul rischio di cadere
troppo facile avere
la lucidità di quelli che
non sanno camminare

L'intelligenza sta
nel
considerare il progresso
come un aiutino da "domenica in"
noi ce la caviamo con poco

la macchina del tempo
una buccia di banana

L'intelligenza sta
dove l'ipotesi ammette
l'urgenza di lei
dove c'è il
bisogno reale
di mettersi a fare
un po' di autoironia 

(Autoironia, Max Gazzè, 1998)

postato da ca | 14:54 | commenti (9)


giovedì, aprile 28, 2005

[avevo deciso di postare autoironia di Max Gazzè, ma poi ho cambiato idea, invece di postarla cerco a modo mio di metterla in pratica ... e poter parlare di lei/ con autoironia non mentire mai...]

Lontano lontano
oltre Milano
oltre i gasometri
oltre i manometri
oltre i chilometri
e i binari del tram
Lontano lontano
molto lontano
oltre l'acqua corrente
e l'elettricità
Là voglio arrendermi
in braccio a una musica
che chiude il discorso
delle affinità
forte petomane
scritta dal diavolo
in spregio evidente della civiltà

Forse tu non mi amerai
mi incontrerai
sorriderai
ma non mi amerai
Forse tu non mi amerai
mi ascolterai
mi seguirai
ma non mi amerai

La luna la luna
degli ululati
lascia ai poeti
la classicità
Là voglio arrendermi
in braccio a una musica
che chiude il discorso
dell'urbanità
forte petomane
scritta dal diavolo
in spregio solenne dell'umanità

Forse tu non mi amerai
mi parlerai
mi abbraccerai
ma non mi amerai

(Molto Lontano, Paolo Conte, 2004)

postato da ca | 17:36 | commenti (8)


mercoledì, aprile 27, 2005

There's nothing in the streets
Looks any different to me
And the slogans are replaced, by-the-bye
And the parting on the left
Are now parting on the right
And the beards have all grown longer overnight

I'll tip my hat to the new constitution
Take a bow for the new revolution
Smile and grin at the change all around
Pick up my guitar and play
Just like yesterday
Then I'll get on my knees and pray
We don't get fooled again
Don't get fooled again
No, no!

Yeaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah!

Meet the new boss
Same as the old boss

(Won't Get Fooled Again, The Who, 1971)

postato da ca | 14:52 | commenti (14)


martedì, aprile 26, 2005

ho bevuto ho fumato ho anche mangiato un po'.

ho visto junior ballare

ho riso anche se mi sentivo un po' triste

ho parlato e non sono mai stata sola

ho visto il mare. ho cantato strade dei subs con mari, in macchina.

ora vado a casa a pranzo, non lo faccio mai. ma quando ci vuole ci vuole.

a dopo, graziosissimi blogger!

 

postato da ca | 12:55 | commenti (17)

questo fine settimana ho digrignato i denti in un camper in una piazzola di sosta non autorizzata sul mare.

ero cogli amici surfisti.

postato da ca | 10:21 | commenti (10)


venerdì, aprile 22, 2005

a vibo mi hanno chiesto e tu, carlottina, che fai di bello a firenze?
e io ho risposto

sto il più possibile con i miei amici!

marina e claretta stanno arrivando, dal nord. la tessuccia la vedo dopo la spesa vegetriana.

parleremo parleremo dei nostri sogni, io tessa e mari, come facciamo sempre. ma io di una cosa non voglio parlare. no, no, no, no. speriamo. chè qualunque cosa venga detta da me o da altri, sull'argomento, è come un pugnale nel cuore. e con un pugnale che ti trafigge il cuore si muore. io potrei addirittura morire alla sola vista di una qualsiasi arma bianca; già mi cago in mano al solo pensarci.

ecco io ora so che dovrei essere a fare la spesa vegetariana. ma non ce la faccio.

oh... come vorrei la bacchetta magica. ma, ora che ci penso, me la sono appena fumata!

state accorti
questo we è lungooooooooo

postato da ca | 19:37 | commenti (8)


giovedì, aprile 21, 2005

la sciagurata che è in me

la sciagurata che è in me se ne frega delle cose
e non si guarda tanto indietro
lei si guarda, direi, attorno

la sciagurata che c'è in me non c'ha mica paura di nulla 
fa spallucce
e a chi la bacia
lei... sorride 

se la incontri per la strada è probabile che sia un po' brilla
ti saluta, questo è certo
poi gira il culo e se ne va

colla musica sparata
barcollando qua e la

 

 

postato da ca | 13:24 | commenti (6)

ora e per un po' niente flirt e nemmeno ragazzi giovani.

l'ho scritto per ricordarmelo.

quindi se siete maschietti e mi volete, lasciate perdere.

ho smesso coi maschi. per un po'. 

[tarab escluso]

postato da ca | 12:45 | commenti (17)

ora un po' di geografia:

la CALABRIA è lontana

 

 

postato da ca | 12:40 | commenti (4)


lunedì, aprile 18, 2005

pesce grosso mangia pesce piccolo.

ma forse l'ho già detto

postato da ca | 20:09 | commenti (7)

Racconto breve

 

 

antefatto
"So chi è mind e me l'ha detto junior" disse ca a loop, sottovoce, nel covo.
qualche ora più tardi
"Io so chi è junior, me l'ha detto mind" tuonò loop, sbattendo sul tavolo la birra, nel solito bar.

 

il bar, invero, era il vero covo. lì si poteva fumare di tutto, bere di gusto, ascoltare fantastiche playlist e, soprattutto, al solito bar, c'era formaggio in quantità! non come nel covo: una stanzetta spoglia spoglia e nel contempo disordinata, sporca, con i mucchi di rifiuti correttamente separati ai quattro angoli. vetro, plastica, lattine (cocacola per il rum), carta. e al centro... La Scacchiera.

 

nel covo i quattro topini andavano solo per spostare le pedine, per fare delle simulazioni, per valutare cogli occhi. ma era al bar (che quegli stessi occhi rendeva delle fessurine iniettate di sangue) che venivano prese le decisioni vere.

 

il gioco andava avanti da anni e anni oramai. i topini stessi si stupivano di quanto fossero longevi. erano quattro debosciati, questo va detto e probabilmente s'è già capito. si abbuffavano di formaggio, bevevano qualunque cosa, fumavano come delle ciminiere e

 

f i l o s o f a v a n o.

 

ah! direte voi, in quelle condizioni... 

ma che volete che sia filosofare per quattro topini di quella levatura. Ca, Junior, Loop, e Mind sono tutti rispettabilissimi professionisti, laureati nelle più importanti università. Debosciati sì, ma tutti con un bel cervello e curricula strepitosi. Per loro filosofare è un gioco e, nel contempo, la vita. 

 

postato da ca | 18:17 | commenti (6)

sto scrivendo una storiellina coi topini!

i protagonisti sono quattro: junior, mind, ca e loop.

eheheh l'inizio è ganzo ma poi non so più continuare viene lunghissimo... avrò già scritto 15/16 righe

quasi quasi lo pubblico poi mi aiutate.

ehehehe.

postato da ca | 18:09 | commenti (1)

ve l'avevo già detto: da ora in poi questo blog cambia registro.

di alcune cose, sulle quali peraltro abbiamo già sviscerato a sufficienza, si taccerà.

si smetterà di flitare di parlare di matrimonio e di rose rosse.
niente più svenevoli riferimenti a baci carezze e sguardi languidi.
niente più niente anche sul sesso annessi e connessi.
non si fumerà nemmeno più.
niente più vomito e scorregge.
basta col meteo, pure, che tanto qui piove sul bagnato e non ci si lamenta, non s'accusa il governo, s'accetta.
niente più ambientalismo da strada.
niente copia incolla niente più boy band niente più polpette niente più feste, frutta e fritto.
assolutamente mai più un odore. 

piuttosto

altri saranno gli argomenti che continueremo ad ignorare:

l'attualità. la pubblicità, la musica classica, l'arte e la politica e i politici. la religione.

voi non lo sapete, ma io una passione ce l'ho ed è vera. l'ho tenuta nascosta, faticosamente. ma sento che ora è il momento buono per svelarla a tutto il mondo.

è la geografia

postato da ca | 18:02 | commenti (4)

il club degli sfigati, altrochè
postato da ca | 15:02 | commenti (19)


venerdì, aprile 15, 2005
Take Me Out

So if you're lonely
You know I'm here waiting for you
I'm just a crosshair
I'm just a shot away from you
And if you leave here
You leave me broken, shattered I lie
I'm just a crosshair
I'm just a shot then we can die

I know I won't be leaving here with you

I say don't you know?
You say you don't know
I say take me out

I say you don't show
Don't move, time is slow
I say take me out

I say you don't know
You say you don't go
I say take me out

If I move, this could die
Eyes move, this could die
I want you to take me out

I know I won't be leaving here
I know I won't be leaving here
I know I won't be leaving here
I know I won't be leaving here with you

I say don't you know?
You say you don't know
I say take me out

If I wink, this can die
If I wane, this can die
I want you to take me out

If I move, this could die
If eyes move, this could die
Come on, take me out

I know I won't be leaving here
I know I won't be leaving here
I know I won't be leaving here
I know I won't be leaving here with you

postato da ca | 12:51 | commenti (15)


giovedì, aprile 14, 2005

So chi è mind e me l'ha detto junior

postato da ca | 14:10 | commenti (33)

oggi lo so sono perfettamente in grado di dare del mio peggio.

sono in piena sindrome premestruale, ho passato una settimana noiosa. per fortuna ho abbondanza di generi di conforto. forse stasera vedo la tessuccia. o forse vedo l'amante storico. ma vorrei vedere il lore, stare con lui a bere mangiare fumare e parlare di stronzate e ridere e pensare: che bella persona che sei, lore.

ma oggi sono solo in grado di essere orribile.

a firenze nuvole alte.

 

postato da ca | 11:07 | commenti (7)

trogloditi

postato da ca | 10:47 | commenti (8)

I’m so tired
Tired of waiting
Tired of waiting for you

I’m so tired
Tired of waiting
Tired of waiting for you

I was a lonely soul
I had nobody till I met you
But you keep-a me waiting
All of the time
What can I do?

It’s your life
And you can do what you want
Do what you like
But please don’t keep-a me waiting
Please don’t keep-a me waiting

’cause I’m so tired
Tired of waiting
Tired of waiting for you

So tired
Tired of waiting
Tired of waiting for you

I was a lonely soul
I had nobody till I met you
But you keep-a me waiting
All of the time
What can I do?

It’s your life
And you can do what you want
Do what you like
But please don’t keep-a me waiting
Please don’t keep-a me waiting

’cause I’m so tired
Tired of waiting
Tired of waiting for you

So tired
Tired of waiting
Tired of waiting for you
For you
For you

(Tired of waiting, The Kinks, 1965)
postato da ca | 10:32 | commenti

premessa (esistenziale)

molto probabilmente da piccini abbiamo rotto le scatole ai nostri genitori. nel primo anno di vita non dormivamo, eravamo in grado di comunicare solo attraverso il pianto urlato, eravamo spesso ammalati e completamente dipendenti per la pagnotta.

oggi, che continuiamo a non dormire perchè ci sollaziamo con gli amici, che comunichiamo in maniera corretta, che siamo sani e ubriaconi e che la pagnotta ce la portiamo a casa da soli, loro si rifanno.

fatto (alla toilette)

madre: - io e mia sorella dobbiamo mettere in ordine le carte del babbo (*) -
ca (che di mattina alla toilette non ha molta voglia di fare conversazione): - ... -
madre: - mia sorella non si rende mica conto di quanto lavoro ci sia da fare; dovrei rimanere almeno 10 giorni di seguito qui da te, tesoro, per riuscire a sistemare tutto! -

(*) il babbo della madre morì più di trenta anni fa. chi scrive non l'ha mai conosciuto.

postato da ca | 10:17 | commenti (7)


mercoledì, aprile 13, 2005

Racconto breve di amore e morte

Quando ella conobbe l'amore, morì.

 

 

*** le altre versioni***

[in aggiornamento continuo dai commenti] 

 

junior:Quando ella conobbe, l'amore morì. [l'importanza delle virgole]
: Quando lei conobbe la morte, l'amò. [Versione per necrofili.]
boss: Quando si amarono, morirono. [Versione doppiamente sfigata]
ca: Quando in lui nacque l'amore, morì.
e.l.e.n.a.:Quando si conobbero, morirono d'amore. [versione Harmony]
boss: Morirono appena nati. altri due si amarono.
atmos: Quando l'amore morì, ella conobbe. [versione confusa]
usermax:Quando si conobbero, l'amore era gia' morto. [versione ritardataria]
usermax:Si conobbero e si amarono fino alla morte [Versione: Non e' dato sapere quanto]
anonimomichele: Quando ella conobbe l'amore gli disse "molto lieta" e girò il culo.
e.l.e.n.a.: Si conobbero, si amarono, morirono. (versione fatalista -così è la vita-)
estraneo: Quando conobbe l'amore, finse di morire perchè gli puzzava l'alito.
raevan: amore e morte si incontrarono. "ma tu non sei psiche?" "no." "ah, scusa, ho sbagliato, allora."
lise
: Conobbe l'amore, ma aveva sbagliato persona. Morì dalla delusione. (versione equivoca)
ladyK: Quando l'amore li conobbe, girò i tacchi prima di morire di noia.
junior:Quando ellah conobbe, l'amore morì [a qualcuno non piaccione le mou]
junior:Quando ellas conobbe l'amore, morì [il declino dell'antica grecia]
junior:Quando quella conobbe l'amore, morì [versione distaccata]
junior:Quando ella conobbe l'amo, morì [ne uccide più l'amo che la spada]


l'amore non esiste: ci sono solo prove d'amore.
(mind)

postato da ca | 17:34 | commenti (41)

i baci che vorrei

non ci saranno più

 

postato da ca | 17:16 | commenti (4)

Uno  - il mio gatto
Secondo - atto
Tre - domande da fare
Quattro - campi da arare
Cinque - biglie nella tasca
Sei - spugne nella vasca
Sette - le vite dei mici
Otto - volte ritorniamo amici
Nove - ragazzi a cui penso
Dieci - rime senza senso

questa poesia di Atmos mi piace tanto tanto!

postato da ca | 15:37 | commenti (1)


martedì, aprile 12, 2005

ahhahhahahahah!

a me mi fate tutti ridere

postato da ca | 19:08 | commenti (13)

oggi mi puzzano le ascille

alè

(il collega inglese mi ha detto che non si sente. ma c'ha il raffreddore)

ehehehehe

postato da ca | 18:26 | commenti (10)

Elisa ovvero la leggerezza

ogni tanto succede che elisa si trovi coinvolta in piacevoli uscite. questa sera per esempio andrà a teatro.

stamani non ha potuto piangere le sue pene come consuetudine. c'era sua madre a dormire da lei e non ha potuto eseguire il suo rito. un piantino al giorno toglie il medico di torno si divertiva a ripetersi, visto che piangere non le pesava più. anzi, non poterlo fare, non potersi lasciare andare, questo sì, che le pesava.

il rito è breve. si alza, prepara la colazione, si siede al tavolo della cucina e, in attesa che il latte si raffreddi, si fa un piantino. lo definisce lei stessa piantino, quasi in maniera affettuosa, perchè ha ormai accettato e compreso quanto quei pochi minuti di lacrime le siano di conforto. non ne ha mai voluto parlare con nessuno. è il suo segreto ed è per questo che stamani non l'ha potuto fare: seduta al tavolo della cucina, oggi, non era sola. lo farò in ufficio ha pensato tra sè e ha sorriso.

elisa sta per compiere 42 anni. vive sola. qualche anno fa si convinse che il destino le riservava altro rispetto a quello che sognava da bambina.

elisa è una donna splendida e, ogni anno che passa, diventa più affascinante. certo non è più fresca come a vent'anni ma gli sguardi degli uomini di ogni età si sono fatti sempre più insistenti e, spesso, la imbarazzano. a elisa, però, non interessano più di tanto le avance che riceve, anche se, e lo ammette, i sorrisi degli sconosciuti le fanno bene. si è dedicata al lavoro, che ama e che le da molte soddisfazioni, e agli amici, perlopiù sposati, che sanno di poter contare su di lei.

elisa è felice, ha trovato il suo equilibrio e al suo piantino quotidiano non intende rinunciare.

quando arriva in ufficio, quella mattina, viene fagocitata in una piccola crisi interna. il fondatore della società che lei gestisce aveva ingiustamente accusato del fallimento di una grossa commessa uno dei loro migliori uomini. il giovanotto, ambizioso e motivato, non aveva dormito tutta la notte e quella mattina aveva deciso di consegnare le sue dimissioni. niente piantino, finche non sistemo la situazione si era detta elisa. durante l'intera giornata si era ritrovata a colloquio con lo stupito anziano presidente, prima, con il giovane dagli occhi gonfi per il pianto notturno poi, e infine, con il cliente che, in realtà, le aveva ribadito tutte le sue intenzioni di portare avanti il lavoro con loro. Naturalmente non aveva avuto un attimo per chiudersi in bagno. niente piantino per ora si disse ci proverò in macchina.

ha appuntamento alle 20.15 dalla sua cara amica Vittoria. è Vittoria che normalmente si occupa dell'organizzazione del tempo libero di elisa che per queste cose, bisogna proprio dirlo, non ha testa. Nel tragitto in macchina elisa incappa dapprima in una delle sue canzoni preferite, una di quelle che non può non cantare, e poi in un traffico infernale, in cui coglie l'occasione per incipriarsi un po'. eccheccavolo si dice mentre suona il campanello dell'amica non mi resta che la toilette del teatro!

il bagno del teatro è impraticabile fin quando non inizia lo spettacolo. inizia lo spettacolo.

elisa è una romantica. e quello spettacolo la fa ridere, la commuove e la inchioda al suo posto dapprima e dopo la fa volare. volteggia nel teatro leggera e la gonna le fa il pizzicorino tra le gambe. ride. quando il sipario si chiude elisa si alza dal suo posto e sorride, si volta e non ci sta pensando proprio al piantino, mentre incrocia lo sguardo di suo marito.

postato da ca | 12:09 | commenti (13)


lunedì, aprile 11, 2005

Tutto il materiale qui pubblicato è di proprietà intellettuale di chi legge.
Come tale può essere riprodotto, tutto o in parte, senza preventivo consenso dell’autore stesso.

divano.splinder.com

(chi non muore si rivede)

postato da ca | 10:54 | commenti (14)

questo bel blog s'è rotto le balle di essere travolto da grandi passioni.

da ora in avanti sarà molto più superficiale

postato da ca | 10:14 | commenti (14)


venerdì, aprile 08, 2005

vedo i fantasmi in giro

però ora c'ho due dischi degli STOOGES

evviva

postato da ca | 14:54 | commenti (15)


giovedì, aprile 07, 2005

grazie junior!!!

:D

postato da ca | 18:20 | commenti (17)

ho abitato altrove, lo sai?

ho avuto altre chiavi, altri letti, altri piatti. ho cucinato in diverse cucine, con amore.

ho letto tanto, sai?

ho vissuto molto in italia, nelle americhe e in inghilterra, in francia, in russia, in india.

ho amato, anche, sai?

ho amato l'avventura, i brividi, le carezze. poi ho pianto e ho riso, ho tentato e ho sbagliato.

e ora sono qua.

postato da ca | 15:23 | commenti (11)

avrei bisogno di una bella teoria scientifica, economica, matematica o fisica (geofisica! astrofisica!!!!) da approfondire e per scriverci un raccontino
postato da ca | 15:12 | commenti (3)

 

evviva.
si trombaaaaaaaaaaaaaa?

postato da ca | 15:04 | commenti (3)

comunque fu un sollievo sapere che nessuna radioattività era stata rilevata, nonostante l’altissimo livello di elettromagnetismo che non rispettava nemmeno una delle equazioni del buon vecchio maxwell. ma eravamo in vacanza e, dopo qualche birra, ce ne fregammo.
postato da ca | 15:02 | commenti (1)

il carotaggio effettuato sul terreno dimostrò che si trattava di uno spesso strato ghiaioso, di pesante e dura consistenza, con ph neuto (=7) e totale impermeabilità (lo so, lo so, pare un controsenso ma questi furono i risultati. e sul team di geologi preposto all’analisi non si discute. erano tutti maschietti bellocci laureati con il massimo dei voti).
postato da ca | 14:59 | commenti (1)

il pugno allo stomaco arriva diretto e il primo istinto meccanico è quello di vomitare. un conato dal quale però non ci si libera. il fiato si spezza e nonostante si aspiri forte e disperatamente pare che l'ossigeno non intenda arrivare ai polmoni. le orecchie ronzano e stare un piedi risulta impossibile.

 

fortunatamente leggo sempre seduta o distesa.

 

postato da ca | 14:55 | commenti (1)

forse oggi vi conviene togliermi dai preferiti che io posto tutte cose

 

postato da ca | 14:52 | commenti (5)

Cara Lise, l'importante è che tu stia con una persona che ti fa bene e ti "pareggia" e soprattutto che tu sia in grado di riconoscere quella persona e non la tenga lontana in virtù di un qualche teorema, convinzione o paura...
Non sai come vorrei che una certa persona riuscisse a vedermi come tu vedi Stear e il tuo rapporto con lui...
A presto
 
postato da ca | 14:51 | commenti (1)

chi coglie il fiore impazzirà
postato da ca | 14:45 | commenti (3)

ci sono dei baci sulle guance che ti fanno sorridere.
ci sono delle voci morbide che ti riscaldano anche per telefono
ci sono delle prospettive 

evviva l'amicizia

 

postato da ca | 14:36 | commenti (3)

il drogato sorride in talune occasioni. esse sono:
- quando gli fanno dono della droga,
- dopo che si è drogato finchè l'effetto non svanisce
- quando scopre inaspettatamente che è in ufficio da solo e ha tutto l'occorrente per.

:)

postato da ca | 14:08 | commenti (2)

sono d'accordo con tutti i commenti della ladyk

 

postato da ca | 12:58 | commenti (13)

ma dove è andato il mio buon senso? l'avrò buttato fuori dal più sacro dei buchi?

anche io, come molti altri, il marrone lo butto nel cesso

postato da ca | 12:56 | commenti (3)

e comunque anche stamani...

scacaiola!

 

postato da ca | 12:54 | commenti (1)

tempo di merda con nuvole sparse.
devo pisciare ma non mi va di camminare.
mi sono messa i tacchi più alti che possiedo, volevo essere all'altezza.

spero di non incontrarti più, comunque.

ecco il vantaggio della distanza.
evviva la distanza
evviva

postato da ca | 12:52 | commenti (1)

in motorino davanti a me, stamane, c'era un signore che era uscito colle pantofole.

in motorino dietro a me, ieri sera, c'era ale che puzzava di fritto.

- mi accompagni in motorino in piazza della libertà?-
- mmm....-
- ce l'hai due caschi? -
- sì, ce li ho -
- dai sono a pezzi...-
- uffa, vabbè, t'accompagno -
- grazie ma perchè non vorresti? -
- perchè mi impuzzonisci tutto il casco -

ore 12.44 drin drin
- [nome della società] buonasera! -
- Carlotta BUONGIORNO, sono il grande capo... non è mica sera, ancora -
- Grande capo, mi dispiace ma mezzogiorno è già passato. siamo entrati nel PM. quindi io non sbaglio...
(l'ha bevuta!!!!!)

postato da ca | 12:47 | commenti

lo sai che faccio?

mi metto a lavorare e a studiare un po'

alè

 

postato da ca | 12:10 | commenti

è arrivato dall'alto
mi è piombato sulla testa
e mi ha steso

e ora sono lì: sventolo sotto la pioggia come un lenzuolo bagnato privo di bocca, braccia, orecchie, occhi. taccio, immobile, sorda, cieca. le mie urla di tristezza non le sentirà il ciliegio. nè il pesco, l'ulivo, il pero.

non amo più
niente più feste
niente più sorrisi spontanei
niente più gente a casa.

ieri mi sono lavata i capelli. vi ho applicato l'olio per renderli lucenti. ora sono nuovamente liberi, i ricci. nonostante le poche energie a disposizione ma grazie all'abuso di droghe a cui mi sottopongo con regolarità, sto distruggendo tutte le prove. le partecipazioni dal cestino della carta, sono attualmente nel mio portabagagli, in attesa di essere trasferite nell'apposito cassonetto. il bouquet ho deciso di lasciarlo vivere e l'ho messo in un grosso boccale (giunto in mio possesso per la festa delle ciliegie) con dell'acqua. prima o poi dovrò sottopormi ad altre piccole torture. ma ci penserò a tempo debito. devo sbarazzarmi della borsa. e per un po' eviterò le margherite tra i capelli.

c'è un'altra cosa in cui devo impegnarmi. mi devo esercitare nei sorrisi, quelli che devo offrire in famiglia e al lavoro. gli amici capiranno se scompaio. ora mi sento lontana da taluni. sarò televesiva e casalinga. presto avrò nuovi dischi. e finiti i vecchi libri ne inizierò di nuovi. la cosa che più mi angoscia sono i debiti. 'sta casa, non voluta, mi rende meno libera di quello che avrei dovuto essere ora. non mi posso permettere i viaggi e gli abbracci. e coloro di cui avrei bisogno ora, tutte donne, abitano lontane. londra bruxelles stoccolma palermo milano chianciano. e poi mia sorella.

che tristezza
quando musica e miseria diventan cosa sola
(bevi coca cola)

ho comprato un'altra boccia di rum ma nessun detersivo potente

ma dove sono le spiagge atlantiche? e le risa rinvigorite?

i fiati? e le percussioni?
che fine hanno fatto i cori?

 

postato da ca | 11:42 | commenti (9)


mercoledì, aprile 06, 2005
era chiaro una sega
postato da ca | 18:25 | commenti (7)

basta tattiche
ci vogliono strategie
postato da ca | 16:57 | commenti (6)

e soprattutto

diamo a cesare quel che è di cesare

postato da ca | 16:49 | commenti (1)

brava ca, anch'io mi sono prescritto immobilità assoluta (esclusa partitella calciobalilla al totem). D'ora in poi solo e soltanto impercettibili movimenti interiori, slittamenti percettivi, vibrazioni neuronali, rotazioni intervocaliche, chassé-croisé dei desideri, pulsazioni ventricolari. E poi training autoassertivo sul tema: io non ho paura.
postato da ca | 16:46 | commenti (2)

infatti proprio così. la gente che corre sui margini delle strade, con questo freddo, ma dove va? a me il loro movimento (sul posto quando il semaforo è rosso) pare sintomo di paralisi dovuta a paure accantonate. e non risolte. e non risolvibili col metodo scelto. io le mie paure le affronto seduta e, seppur soccomba spesso, sono certa di non perder tempo. ma forse sono troppo severa. o più semplicemente pigra. o peggio ancora limitata. e poi fumo. come una ciminiera. ecco.

postato da ca | 16:45 | commenti

Quante volte va ascoltata una canzone perche si impari? 10? 2? 30? 1000??

L'universo che respira
e sospinge la tua sfera
e la luce che ti sfiora
cosa vuoi?

Voglio te, una vita.
Far l'amore nelle vigne.
Cade l'acqua ma non mi spegne.
Voglio te.
 

Oltre il monte
c'è un gran ponte
una terra senza serra,
dove i frutti son di tutti
non lo sai?

Voglio te, una vita,
far l'amore nelle vigne.
Cade l'acqua ma non mi spegne.
Voglio te.

E' una vela la mia mente
prua verso l'altra gente
vento magica corrente
quanto amore!

Voglio te, una vita.
Far l'amore nelle vigne.
Cade l'acqua ma non mi spegne.
Voglio te.
Mio per sempre!
Voglio te... te... te.

Ma tu non cambi mai.
Un braccio, che altro vuoi?
Un'ora me la dài.
L'amore è qualcosa di più
del vino, del sesso che tu
prendi e dai.

Voglio te, voglio te, voglio te, voglio te...

Ah sarei una cosa tua?
Amore, gelosia
amor di borghesia.
Da femmina latina a donna americana
non cambia molto... sai?

Voglio te, voglio te, voglio te, voglio te...

Ahhhh
è una vela la mia mente
prua verso l'altra gente.
Vento, magica corrente...

uhuhuhuu uhuhuuu

parapaparapaparapa parapapapaaaa paraparaparara

(Due mondi, Lucio Battisti, 1974) 

[post scritto: il mio colore preferito è il verde in primavera]

postato da ca | 16:19 | commenti (3)

Cerco un centro di gravità permanente
che non mi faccia mai cambiare idea
sulle cose sulla gente

Over and over again.

postato da ca | 13:09 | commenti (8)

Certe volte, quando passi tu (...)

evviva l'amicizia evviva le gite evviva la musica evviva le balene

E che mi dici di certe cioccolate al polline dove il polline e' solo un'idea e non fa nemmeno starnutire... e di altre col peperoncino ritardatario, come certi discorsi non finiti, perche' interrotti di continuo... e di certi abbracci che ti fanno dimenticare di essere quasi un senzatetto... e di certi dj che mixano canzoni e sentimenti e progetti con una sola mano, mentre con l'altra guidano, fumano e sorpassano tir, sbadigli e groppi alla gola...?

postato da ca | 11:53 | commenti (22)


martedì, aprile 05, 2005
che palle le badilate in faccia!
postato da ca | 13:40 | commenti (9)

devo lasciarmi questi due matrimoni alle spalle
postato da ca | 13:02 | commenti (4)

ma se mi senti cantare

puoi capire che piango per te

(questa non è farina del mio sacco)

postato da ca | 13:00 | commenti (4)

 

cammino per strada con il mio ipod che spara musica a tutto volume

e ogni passo è un passo di danza

 

postato da ca | 12:55 | commenti

il futuro si presenta radioso e con tanta bella gente intorno
postato da ca | 09:29 | commenti (12)


venerdì, aprile 01, 2005

si decide di essere innamorati o l'innamoramento è effetto collaterale di un difetto informativo?

la comunicazione perfetta è la utopia che più mi emoziona. niente più informazione nasconta.

all'amore non si comanda

postato da ca | 18:05 | commenti (38)

Appena arriva sorride assai, ma il suo disagio è evidente. Si lascia sfuggire che quell'ufficio è molto caldo e chiede il permesso di "alleggerirsi". Le viene accordato con un'enfasi che la imbarazza. Guarda a più riprese la finestra, appena socchiusa, con il desiderio di spalancarla. Ma non osa farlo o proporlo. Rimane prima in golf, poi in maglietta, arriva perfino a togliersi il foulard. Maledetto caldo. Si sente le guance arrossire. non riesce forse a dire quello che avrebbe voluto, penserà qualche ora più tardi.
Si lascia guidare. Non sa bene quello che le aspetta. Il giovane uomo sedutole di fronte è in maniche corte, spettinato, ha uno sguardo languido e sincero, di quelli che non si incontrano spesso, in quelle occasioni. Ogni tanto si scusa e scrive qualcosa sul computer. Più lui appare rilassato, più lei si agita. All'improvviso si alza in piedi e le dice andiamo di là.

Di là è lo scannatoio.
Lei fa un respiro profondo, sente l'odore di notti insonni, di vecchie riviste, di libri ammassati, probabilmente dimenticati. Sono tutte pubblicazioni economiche e statistiche, le riconosce. Fino ad ieri le erano familiari ma da quando ha deciso di abbandonare tutto si sta sforzando di prendere le distanze. In un’altra occasione avrebbe guardato, sfogliato, curiosato. Quella sera no, aveva una missione.

Maledetto caldo. La voce dell'uomo, non distante come lei avrebbe voluto, la scuote: "vuole dell'acqua? - sì grazie" le risponde, scivolando sul suo sguardo. Quest’uomo ha degli occhi bellissimi, pensa. Lui le sorride e la lascia sola nel mezzo della stanza che inizia a girare. Lei intravede delle foto, dei disegni di bambino, una tapparella semichiusa che proietta le sue ombre parallele sulla parete. 

Quando torna con i bicchieri e la bottiglia lei chiede se dietro la porta finestra ci sia una terrazza "sì, vuole vederla?" non fa in tempo a rispondere. le prende la mano e la avvicina a se. Lei rabbrividisce. Sa che deve ucciderlo, e anche lui lo sa, l'aveva chiamata apposta.

La bacia dolcemente e lei non risponde ai suoi baci, ma lo lascia fare. Pensa alla primavera che sta sopraggiungendo, al mobile della cucina rotto, alla fiala di veleno che custodisce nella borsetta.

Le regole sono chiare per le due parti. La morte, già saldata, sarebbe dovuta essere veloce e indolore.

"Hai un buon sapore... di mare" sono le sue ultime parole.

La morte fu veloce. Se indolore non ci è dato di saperlo.

postato da ca | 15:42 | commenti (9)