Facciamo la R-Evoluzione? (sul divano)

venerdì, marzo 31, 2006

l'importante è la concentrazione. soprattutto sempre. mai perdere il controllo. sangue freddo. sempre.

s'impara. e dipende dalle esperienze. se sei emotivo, impara a cambiare, senza perdere la creatività. ti sfugge, acchiappala. usa i mezzi a tua disp. allega, scegli le parole, ascolta. sempre concentrato. sbaglierai, spesso. se sei emotivo, piangerai. non scoraggiarti, concentrati, ripetiti volli sempre volli fortissimamente...

poi ricordati che sei un uomo pensante e vivente, accontentati, chiudili tutti e vai a bere con i tuoi amici/compagni/affini

concentrato.sempre. rutto libero.

R-Evoluzionati!
domani vi spiego la pareto efficienza e chiarisco tutto

(sulla privacy ne avrei delle belle da dire. questa nostra italia non sa fare le leggi, non ci pensa quando le fa, e poi tanto, chi se ne frega, tanto nessuno le legge le leggi... IN ITALIA SI VA PER SENTITO DIRE E NESSUNO PARLA CHIARAMENTE!!!! ecchecazzo! ma così si assicura inefficienza e spazio per gli scaltri con poca fantasia e capacità.... ma intanto....... i giornalisti che fanno, per esempio: informano?????ah! direi di no, se ne fregano loro della quantità di tempo tolto alle attività più importanti oppure della quantità di carta inutilmente sprecata! io oggi, per esempio avrò ripetuto almeno 50 volte "no, il DPS non lo dovete fare, vi mando l'articolo e leggetevi la legge, come ho fatto io cazzo e quel cazzo di giornalista, che però (cazzo!) non capiva che quell'informazione sarebbe dovuta essere scritta un po' più grossa????? doveva essere fatto a caratteri cubitali!!!!!!, io oggi c'ho da salvare un settore dalla debacle e lunedì una azienda e devo stare dietro a 'sti difetti della comunicazione. e avere fine settimana di lavoro davanti!". allega, faxa, allega, bevi caffè fuma apri file. ma i politici? no loro, non avrebbero potuto fare niente, non dico per me, ma dico per tutta quella carta, in un momento di sovrappopolazione e di scarsità delle risorse, loro non potevano, troppo presi sono a farsi fare le foto, fossero almeno dei bei ragazzi, ma fanno pure cacare!) 

comunque anche oggi, se tutto va bene... ho salvato un intero settore  

postato da ca | 20:19 | commenti (4)

ATTENZIONE ATTENZIONE

Le società informatiche si stanno scatenando per mettere il panico e far pagare tanti soldi inutili alle aziende con la scusa dell'adeguamento per la privacy

non date loro retta, fanno del terrorismo.

la privacy è una stronzata ma è una legge e non si può fare altro che adeguarsi ma non complichiamo le cose.

SEMPLIFICARE, SEMPLIFICARE, SEMPLIFICARE!!!! 

(sono a disposizione per qualche dritta)

postato da ca | 11:25 | commenti (12)

finalmente è arrivata l'ora x

scoppia la R-Evoluzione

siete pronti?

SIA DATO IL VIA ALLA LOTTA... AMATA

postato da ca | 10:42 | commenti (7)


giovedì, marzo 30, 2006

chi mi coccola sta lontano e non ce la fa lui le capisce le mie paure e ci ride e mi abbraccia virtualmente ma non ce la fa.

chi mi tocca chi mi bacia è vicino e poi sparisce. mi sento baol

chi mi fa girare i coglioni mi ascolta talvolta ma poi s'incarta e chiudo io

io uso? sì tutti i miei strumenti al vetriolo

esiste il mio sogno perfetto di azienda perfetta di stile dèco?

(questa domanda è fatta a zoca)

e io
qui ho tante paure........... ma la prima la più grossa è quella di un mondo di gomma

Bèsame, Bèsame mucho
como si fuéra esta noche la ultima vez.

postato da ca | 20:03 | commenti (6)

che confusione! che turbolenza!

ho comunque due motivi per essere contenta:
1. aver parlato e chiarito una situazione che non sostenevo più e che mi ha fatto stare male per diversi giorni
2. aver ricevuto una bellissima mail da un ex cliente che mi inorgoglisce (finisce con: "Se sono riuscito è anche grazie a quanto di buono abbiamo attuato insieme negli anni passati")

stamani avevo scritto un lungo post, incazzato contro i brigatisti, contro i sessantenni, contro le società di informatica che vanno dai poveri miei clienti a dire che devono fare il DPS per la privacy (e invece no, stronzi! studiatevela la legge, come ho fatto io!), contro i miei ragazzi con cui non sto che non coccolano la piccola ca che è tanto fragile e che piange e che ha paura e che si sente sola, contro quelli che ancora non hanno capito che non è economicamente ipotizzabile il nucleare visti i costi di costruzione di una centrale e quelli di dismissione e bonifica a fine vita della stessa, contro quelli che impugnano e/o producono pistole (che dovrebbero mettersele nel culo e mai, dico MAI, fare figli), contro quelli che si chiamano giacomo qualunque lavoro essi facciano (includo eventuali cani, gatti autovetture borsette e quant'altro).

poi tra una discussione e un'altra è andato perso e se continuo a gingillarmi anche questo rischia la stessa fine.

 

postato da ca | 17:03 | commenti (8)


mercoledì, marzo 29, 2006

la più figa funzione di splinder (cerca sul blog) oggi non funziona. però io sono tignosetta e me lo sono andato a cercare il bel post filosofico che dedico alla simpatica blogirl erbasalvia.

eccolo:

martedì, marzo 30, 2004

uochi toki

sono un gruppo hip pop italiano.
non li ho mai visti in concerto (se si esibiscono probabilmente lo fanno solo al nord e, comunque, in quanto rokkettara, frequento raramente eventi hip pop).
non li ho mai sentiti (a parte quel poco che si trova in rete).

ma
ho letto attentamente una loro intervista e vi ho trovato diversi spunti interessanti.

oltre all'affascinante teoria del parassitare l'intelletto altrui (graziosissima e decisamente aggressiva versione della mia personale teoria della sanguisuca... ops sanguisuga) mi sono appuntata nel mio quaderno il seguente promemoria (che ricopio fedelmente sul presente blog perché:

1. quando lo lessi lo capii subito
2. quello che capisco mi piace
3. ladyk ha appena cambiato il testo del link al mio blog)

PROMEMORIA

ricordati di non cadere nella TRAPPOLA DELLE IPOTESI sulle REALTA' POSSIBILI.
ricordati di VIVERE.
le altre realtà possibili sono IPOTESI INFONDATE.

postato da ca | 15:37 | commenti (4)


martedì, marzo 28, 2006

questo post è dedicato a uno dei miei ragazzi con il quale non sto (sì, avete letto bene: in questa frase non vi sono errori!). i motivi sono svariati. certo è che egli non conosce i testi di vasco come invece dovrebbe conoscere. questa sua ignoranza ha creato un piccolo contrattempo. ma presto tutto sarà sanato.
intanto: alza il volume, secco!!

Ieri sera sei uscita con me
stamattina è già il terzo caffè che bevo
ho fatto pure una doccia gelata
ma non è servito
sono ancora in coma
Poi il telefono squilla
la nevrosi mi piglia
di rispondere adesso
proprio non ne ho voglia
poi alla fine prendo su
sei tu
che cosa dici "non mi vuoi vedere più"
ebbè fai bene sei bella
e puoi trattare gli uomini
come fazzoletti di carta
in fondo devi stare solo attenta
che non siano mai
della stessa marca
Ieri sera sei uscita con me
stamattina è già il terzo caffè
che bevo che bevo
che bevo che bevo
ho fatto pure una doccia gelata
ma non è servito
sono ancora
sono ancora in coma
sono ancora in coma

(sono ancora in coma, vasco rossi, 1982)

scriverò presto de i miei ragazzi con i quali non sto... continuate a seguirmi!

postato da ca | 18:16 | commenti (12)

ultimamente c'è stato affollamento... mi attendo quindi un periodo di calma piatta!

questo mi ha fatto pensare che sulla maggior parte delle mie riflessioni ho già scritto qualcosa e grazie alla fantastica nuova funzione di splinder "cerca sul blog" ho ripescato questa chicca.

ciapa

Settembre 2004

un punto fermo

ieri mi ha chiamato ale. l'ultima volta che l'ho visto (un veloce aperitivo/amplesso sul divano) puzzava come un caprone. ale non si lava molto.

 

saranno state le due e mezza, ero appena tornata dalla prima pausa pranzo del primo giorno di lavoro. non ero uscita col telefono. lui era al mare. ha chiamato due volte. e quando l'ho richiamato mi ha interrogato:

 

- perchè non mi hai risposto?
- ero a pranzo e non avevo il telefono.
- perchè non te lo porti dietro?
- ... (stai attraversando la fase dei "perchè"?)(questo lo penso e basta)
- come sono andate le vacanze?
- ohhhhhh benissimo!
- novità, fidanzati, storie? non mi racconti niente?
- non mi sono fidanzata. per il resto direi standard.
- sempre in cerca di avventure?
- io non sono in "cerca di avventure", ale, sono le avventure che vengono a me!

 

(colgo l'occasione per riflettere (e lo faccio in verde):
mi sono un po' stufata di 'ste avventure disordinate. essere avventurosi è senza dubbio divertente e meglio di niente. ma vorrei potermi organizzare meglio. programmare, intendo, calendario alla mano.
in un mondo perfetto
avrei zero avventure e l'uomo giusto al mio fianco
ma
non "meritando" evidentemente di vivere nel mondo perfetto (deve essere colpa della nemesi, perchè colpe dirette non mi par proprio di averle)
e
visto che quello giusto probabilmente sta gestendo confuse avventure con altre,
devo
adoperarmi per gestire al meglio quello che la vita mi offre.
la soluzione
è dunque quella di prendere le mie avventure disordinate e riordinarle. calendario alla mano.

 

oggi infatti succede questo: le mie avventure si concentrano nello stesso breve-lasso-di-tempo. ricevo telefonate e proposte e mi ritrovo a dover rinunciare a interessanti incontri a causa della mia irritante incapacità all'ubiquità. uffa. poi, anche per lunghi periodi, calma piatta. riuffa.

 

basta. così non va. da ora in poi si cambia registro. mi organizzo e trasformo il mondo. perfetto non sarà (nemesi del cazzo!), ma almeno...

da qui si riparte. mi piace mettere un punto fermo. definire una strategia. all'efficace implementazione della stessa ci penserò. ma non ora.)

- eheheh. forse venerdì vengo a fi.
- io non ci sono, ale, vado dai miei.
- ...
- vabbè ciao (questa sono io)
- ciao.

(per la cronaca ho rivisto ale un mesetto fa. aperitivo e poi tutti a casa mia. io ero con la mia bella e fiammante vespa che va a 45 km/h. ale, che è uno che corre (!), è arrivato per primo e mi ha aspettato fuori dal cancello. avevo ancora il casco in testa e pensavo a che cosa avrei potuto dare da mangiare allo zoo amicale che mi stava per occupare la casa; ero un po' distratta, insomma, e quando mi sono accorta che ale mi era venuto un po' troppo incontro già mi stava rubando un bacio. l'ho detto, ultimamente c'è stato affollamento... mi attendo quindi un periodo di calma piatta!)

postato da ca | 17:57 | commenti (6)

 

tanto per cambiare non avevo capito un cazzo!

 

postato da ca | 14:42 | commenti (3)

intanto, sul divano:

suona il telefono ma non cercano me

postato da ca | 11:42 | commenti (4)

dopo tutto quello che era successo, ma che non starò qui a raccontare, la nostra cretina, ops... pardon, la nostra eroina, decide di andare a cena. cerca tra i cassetti un pensiero R-Evoluzionario, ma è affamata ed ha in mente solo i pici con la pancetta, e non lo trova.

poi, mentre si pettina di fronte allo specchio, finalmente, l'illuminazione: mangerò i pici proprio come se fosse l'ultima volta che li mangio, si dice e si compiace.

un pensiero R-Evoluzionario al giorno la aiuterà...

?

 

postato da ca | 11:38 | commenti (2)

come stai?

io bene e male più male che bene

siamo diversi come il buio e la notte,
io e te,
come l'acqua e il fuoco ci avviciniamo

io brucio e non dormo

puoi spegnermi?

postato da ca | 10:52 | commenti (3)


lunedì, marzo 27, 2006

lavoro giorno e notte (che dovrebbe invece essere impegnata solo per fare l'amore) incluso i fine settimana. e tanto, per la prima volta, non riesco nemmeno a finire nei tempi (per la prima volta in cinque anni per un lavoro assolutamente marginale). nessun senso di colpa, non avrei potuto fare di più. oggi pausa pranzo lunga di scrittura creativa. me la merito.

c'è il sole a fi ed io, amore, fumo e cammino mi fermo e fumo e cammino con la testa alta come agghindata di stella al petto. ho preso un 10 oggi e tutti quelli che mi si avvicinano lo vedono e lo sentono e non possono che ammirarmi.

c'è il sole a fi e mi sono vestita bene e comoda, un po' romantica, con orecchini di margherita. sento gridare dal mercato in livornese. ho preso 10 e ne sono fiera, amore.

fumo e cammino e poi mi fermo

e fumo.

postato da ca | 15:19 | commenti (11)


sabato, marzo 25, 2006

ti ho detto

nel momento equidistante dalle comuni paure cicliche
ti ho detto 
io ingoio
ti ho detto l'indirizzo
ti ho detto allora ciao

non è mai troppo tardi
non si è mai troppo vecchi

per insegnare agli elefanti a mettere le ali
per ricordare ai musicanti di mettere le ali
per invitare tutti quanti a mettersi le ali

(Mettere le ali, Niccolò Fabi, 2006)

e stasera vedo francesco, forse...
o gesù, fa' che non venga con la sua ragazza!

postato da ca | 13:49 | commenti (11)


giovedì, marzo 23, 2006
di perfetto da dire?

facile:
LA VERITA' e niente altro...
postato da ca | 17:20 | commenti (11)

sto cagando fuori dal vaso e mi sto censurando, mi detesto.

che palle lavoro come una secchiona. sono stanca. per fortuna che questa è l'ultima lezione.

peccato che non ci siamo capiti

postato da ca | 13:25 | commenti (13)


mercoledì, marzo 22, 2006

forse perchè sono troppo snob

per esempio guardate questo cazzo di blog: ci vedete per caso un indirizzo di posta elettronica? una mia foto? mi vedete mai andare in giro a chiedere ai miei lincatari di aggiornare il mio link, dopo che ho cambiato? avete letto un mio post su vitadablogger?

no

probabilmente sbaglio su tutta la linea. qui dentro è tutto sporco, come a casa mia o sulla mia scrivania.

domani verrò nuovamente nella metropoli e chiederò alla meravigliosa lise il suo punto di vista su ciò che mi sta a cuore. chissà, forse le sue parole mi aiuteranno a diradare queste nebbie e ad allontanare il malcontento che mi attanaglia.

evviva?

postato da ca | 16:41 | commenti (27)

ho bisogno di protezione

succede che in famiglia sono la maggiore. non ho fratelli maschi. mio padre è sempre stato tra i suoi libri delegando  a mia madre educazione e protezione. i miei amici maschi sono due, coetanei e non particolarmente protettivi. in ufficio mi considerano un "compare" benché per taluni, insicuri, che non ci sono più, rappresentassi una minaccia. I miei ex si sono per lo più appoggiati a me e comunque, alla fine, me ne sono liberata con grande soddisfazione.

appaio sicura e forte agli occhi superficiali degli altri.

oggi più che mai sento il bisogno di essere protetta: mi viene da piangere per invidia quando la collega (da lei dovrei forse imparare a fare quella vocina piagnucolante da bambina?!?) mi racconta le sorpresine che le fa il fratello quando lei è triste, oppure quando la tessuccia mi racconta che mau l'ha chiamata perché l'aveva sentita nervosa e voleva capire e vedere cosa poteva fare.

sento il bisogno di una figura maschile che mi chieda come sto, che mi faccia le coccole e mi supporti nei miei ormai sempre più frequenti momenti di down.

è che non ho mai avuto una figura del genere al mio fianco e forse ormai è tardi.

perché lei non ispirasse protezione non le fu mai noto.
visse tutta la vita così, col dubbio che questo istinto naturale dei suoi e degli altrui uomini (nei confronti delle altre!) le fosse negato per un qualche suo comportamento che non riusciva a correggere, perché incapace di identificare, oppure per una colpa non sua che, come nemesi, la schiacciava senza via di scampo. il dilemma, assommandosi alla sofferenza del sentirsi abbandonata, la portava a dormire sonni agitati e a sentirsi spesso inquieta, impaurita, piccola. ma, per la maledizione che pareva incombere su di lei, nessuno se ne accorgeva e, soprattutto, nessuno si prese mai la briga di prendersi cura di lei.
io, ragazzina curiosa dagli occhi grandi (così era solita chiamarmi) fui scelta come sua unica confidente, forse perché ero la persona meno in grado di proteggerla, visto il difetto d'età e quello della vista.
era una donna orgogliosa e non le mancarono gli uomini. uomini che l'amarono prendendo tutto senza sforzi e non sforzandosi mai.
fu donna intelligente e mandò messaggi di ogni tipo: mi ripeteva che la protezione che agognava non si chiede e, pertanto, cercava di mettersi nelle condizioni di "ispirarla". ogni suo tentativo fu fallimentare. ma non mollò, non mollò mai, e questo la distingue da tutte le persone che ho conosciuto fino ad oggi. in tutta la sua vita cercò la protezione di cui sentiva il bisogno e la ricerca, forse, la protesse, perché, ogni volta che penso a lei, la vedo ridere.
in particolare rideva della incapacità degli altri di comprenderla e, con la colorata gestualità che tanto mi affascinava, raccontava come si equipaggiasse, quando partiva, con borse e borsette, “carica come un mulo", con l'indomita speranza di essere scortata dall'amato di turno, forte e coraggioso, fino alla sua carrozza. nei suoi sogni il bacio d'addio le era dato solo dopo averla aiutata a sistemare tutti i suoi bagagli e averle porto la mano per salire sul treno mentre lei, tra i fumi e un po' impacciata dalle gonne, sorrideva serenamente col suo beauty case in mano.
vorrei poterla immaginare così, protetta e serena. ma, al contrario, la rivedo sempre nello stesso modo, carica come un mulo e sola.
non come quello di ginostra che, per quanto carico, è sempre guidato dallo strano figuro per gli irti scalini che dal porto salgono al paesello.

UPDATE:
fai un fischio e io arrivo a "proteggerti" da tutti e da tutto (
boss)

postato da ca | 14:11 | commenti (11)


martedì, marzo 21, 2006

m'è venuta voglia di...

postato da ca | 14:06 | commenti (13)

la logistica mi sconquassa
i flussi informativi non seguono il corpo che gira, sale, scende, piroletta e scappa, senza meta
(tanto per cambiare) io batto il tempo e mi perdo come una nottambula sui cornicioni.

è già. non è ancora finita questa giornata cupa.

ma il più è fatto.

buonanotte ai sognatori
postato da ca | 02:01 | commenti (3)


lunedì, marzo 20, 2006

se la freccia gira gira e torna in culo a chi la tira sento il bisogno di chiedere venia per ciò che ho fatto.

scusa beppe non ti amavo più e se ti ho dato delle colpe è perchè sono imperfetta nel punto di vista. ma l'amore va verso la luce e tu eri il buio
oramai
per me

scusa massino non ti amavo più e se ti ho dato delle colpe è perchè sono imperfetta nel punto di vista. ma l'amore va verso la luce e tu eri il buio
oramai
per me

scusa teo non ti amavo più e se ti ho dato delle colpe è perchè sono imperfetta nel punto di vista. ma l'amore va verso la luce e tu eri il buio
oramai
per me

nulla posso su quello che ho fatto se non fare quattro conti. e poi capitolare digrignando nella notte le sofferenze instabili e costanti e tutte le mie fragilità. forte tanto da svegliare.

 

e i denti domani saranno più piccoli di ieri

 

 

postato da ca | 13:48 | commenti (5)

Tra migliaia di persone sicure per fedeltà
dagli occhi come diamanti
che strano dovevo cadere con te
davvero speravo in qualcosa di meglio.
C'e' che ho poca fortuna in amore
non merito certe avventure
da poco da niente
da fine stagione.
C'e' che nella mia vita
no non voglio padroni
e con te
con te voglio farla finita.
Domani
stasera
ti lascio un messaggio domani
adesso ti scrivo cosi'
Vai via dalla mia vita
basta
con te voglio farla finita
nella mia vita
detesto i tuoi giri e i tuoi guai.
Oh quante parole sul tema l'infedelta'.
Ho voglia di andare a dormire da sola
sognarmi sdraiata con creme
su spiagge infuocate dal sole d'oriente
C'e' che nella mia vita
no non voglio padroni
e con te
con te voglio farla finita.
Domani
stasera
ti lascio un messaggio domani
adesso ti scrivo cosi'
Vai via dalla mia vita
basta
con te voglio farla finita
nella mia vita.
Ti lascio un messaggio
domani stasera.

(Messaggio, Alice, 1982)

postato da ca | 10:35 | commenti (5)


venerdì, marzo 17, 2006

il fine settimana che mi aspetta

verrò a mi con una pazza partenza notturna in macchina con mari e i due canini.

verrò
per fai la cosa giusta 
per vedere una delle mie amiche del cuore 
per festeggiare i 30 anni di paolo e rivedere vari blogger che non vedo da un po'
per rivedere (spero) il sorriso dei miei scrittori preferiti
e forse, addirittura, conoscerne uno nuovo

ovvia, anche questa è fatta. il mio numero ce lo avete.

vi sbaciucchio 

 

postato da ca | 15:50 | commenti (3)


giovedì, marzo 16, 2006
Mi sento responsabile per tutto quello che faccio e tutto quello che penso
Fumo pesante
Amo e odio potentemente
Rido di me ho pena di me sono innamorata di me e se mi deludo di me rido
Vivo ogni parola come se fosse l’ultima

Ieri ho visto il califfo dire che alla morte, lui, non ci pensa mai
Ho bisogno del mio tempo per farmi un’idea, ma questa cosa mi ha colpito.

evviva son viva!

postato da ca | 11:45 | commenti (12)


mercoledì, marzo 15, 2006

AAAAAAHHHHHHH

(è finito il caffè)

postato da ca | 17:31 | commenti (14)

(che fuoco che fuoco che fuoco)

oggi sono uscita con il cerchietto. rilancio la moda degli anni ottanta.

ora gliele devo dare secche di logistica e poi colla mari e la tessuccia andiamo a tirare con l'arco. ma io ho paura delle armi tutte e non so se ne avrò il coraggio...

(dentro me)

postato da ca | 16:16 | commenti (12)


martedì, marzo 14, 2006

finalmente vado a casa: speriamo di essere una persona migliore di ieri

preghiamo

postato da ca | 19:51 | commenti (2)

 

la potenza dell'amore potrà vincere il romantico mal de vivre della nostra eroina (la solita cretina)?

 

postato da ca | 16:17 | commenti (19)


lunedì, marzo 13, 2006

ho bisogno costante di libertà. libertà per me vuol dire vita. niente laccioli niente ordini niente schemi. i princìpi, i valori morali, sono dentro di me. mai ti soffocherò. ma non soffocarmi. cerca di capire ciò che mi rende felice e sii felice per me. io lo sarò per te.

ebbene

sugli alberi dell'orto iniziano a spuntare i primi colori nonostante il vento sia freddo. nel mio fine settimana ho pianto e ho riso. poi mi sono riposata. alla festa c'era anche lui. non mi faccio alcuna domanda: quello che è stato lo so: ma ciò che sarà non mi interessa. sono innamorata della natura e degli animalini. nel mio letto tanto amore: io agostino e gianni. clara osserva. svegliarsi e fare colazione con mari la r-evoluzionaria è amore. decidere di sparecchiare insieme per un massimo di cinque minuti e poi guardare un film. addormentarsi con il lore come cuscino e dormire fino alle 6.40 sul divano, quello piccolo. sussurrare parole d'amore "ciao" "ti amo" "si".

però la televisione è accesa e la violenza che si sprigiona dall'apparecchio mi lascia dapprima senza parole. poi, furore. perchè accettiamo tutto ciò? la mari sostiene che le cose cambieranno se cambierà il governo. io non mi fido dei politici e di questo miserevole sistema. ma accetto di concedere un'ultima chance. ciò che più mi sconvolge è che ciò che succede non faccia riflettere. chi si fa certe domande è un ingenuo: perchè c'è fuoco per le strade? perchè i politici italiani non hanno rispetto per i giornalisti? perchè questi ultimi dormono? perchè tanta depravazione? perchè?

intanto vi dico solo che in paesi più civilizzati del nostro gli inceneritori non vengono progettati. mi dicono che una direttiva europea preveda il divieto di costruire inceneritori per i rifiuti dopo il 2012. nei paesi civilizzati si spinge la raccolta differenziata. nei paesi civilizzati si educa la popolazione. ma nelle nostre scuole e nelle nostre aziende l'educazione civica non esiste. nei paesi civilizzati le donne e gli uomini collaborano rispettandosi. in cile per esempio.

invece nei paesi sottosviluppati la violenza ha la meglio e chi se ne frega! non ci si ricorda che si ha un ruolo sociale, si fugge dalle responsabilità. la scorsa settimana ho sentito affermare da un giornalista (vecchio) che non ci pensa mai, lui, alle conseguenze di quello che scrive. che imbecille!

io, invece, voglio essere libera di pensare ad ogni conseguenza.

sono pronta allo scontro generazionale, visto che il dialogo pare impossibile.

postato da ca | 12:04 | commenti (4)

Free, free, set them free
Free, free, set them free
Free, free, set them free

If you need somebody
Call my name
If you want someone
You can do the same
If you want to keep something precious
You got to lock it up and throw away the key
If you want to hold onto your possession
Don’t even think about me

If you love somebody
If you love someone
If you love somebody
If you love someone, set them free
Set them free
Set them free
Set them free

If it’s a mirror you want
Just look into my eyes
Or a whipping boy
Someone to despise
Or a prisoner in the dark
Tied up in chains you just can’t see
Or a beast in a gilded cage
That’s all some people ever want to be

If you love somebody
If you love someone
If you love somebody
If you love someone, set them free
Set them free
Set them free
Set them free

You can’t control an independent heart
Can’t tear the one you love apart
Forever conditioned to believe that we can’t live
We can’t live here and be happy with less
So many riches
So many souls
With everything we see that we want to possess

If you need somebody
Call my name
If you want someone
You can do the same
If you want to keep something precious
You got to lock it up and throw away the key
You want to hold onto your possession
Don’t even think about me

If you love somebody
If you love someone
If you love somebody
If you love someone, set them free
Set them free
Set them free
Set them free
Set them free

(If You Love Somebody Set Them Free, Sting, 1985)

postato da ca | 10:34 | commenti (4)


venerdì, marzo 10, 2006
postato da ca | 18:35 | commenti (6)

ho appena deciso che torno a casa a pranzo

la colazione di stamani è stata stimolante (non solo perchè dopo ho cagato). ho tirato fuori il libro di micro e quello di economia pubblica. si parlava della gestione delle acque e della privatizzazione delle autostrade, di monopoli naturali e di congestione. la R-Evoluzione si fa.

di stare qua non ho voglia.

mi aspetta un fine settimana sprecato degno della settimana sprecata che ho appena vissuto.

vorrei solo aggiungere che:

1. sono d'accordo con andrea pezzi e lo capisco quando parla.
2. evviva la poesia

statemi bene, cari!

 

postato da ca | 12:23 | commenti (14)


mercoledì, marzo 08, 2006

ca oggi si sente sola e vorrebbe un abbraccio (di un uomo) che non c'è)

si affida alle parole e decide di fare un regalo ai suoi lettori e a se stessa. ecco un racconto perfetto di un grande grandissimo scrittore

La casa di Asterione (J.L.Borges)

So che mi accusano di superbia, e forse di misantropia, o di pazzia. Tali accuse (che punirò al momento giusto) sono ridicole. E vero che non esco di casa, ma è anche vero che le porte (il cui numero è infinito)1 restano aperte giorno e notte agli uomini e agli animali. Entri chi vuole. Non troverà qui lussi donneschi ne' la splendida pompa dei palazzi, ma la quiete e la solitudine. E troverà una casa come non ce n'è altre sulla faccia della terra. (Mente chi afferma che in Egitto ce n'è una simile.) Perfino i miei calunniatori ammettono che nella casa non c'è un solo mobile. Un'altra menzogna ridicola è che io, Asterione, sia un prigioniero. Dovrò ripetere che non c'è una porta chiusa, e aggiungere che non c'è una sola serratura? D'altronde, una volta al calare del sole percorsi le strade; e se prima di notte tornai, fu per il timore che m'infondevano i volti della folla, volti scoloriti e spianati, come una mano aperta. Il sole era già tramontato, ma il pianto accorato d'un bambino e le rozze preghiere del gregge dissero che mi avevano riconosciuto. La gente pregava, fuggiva, si prosternava; alcuni si arrampicavano sullo stilobate del tempio delle Fiaccole, altri ammucchiavano pietre. Qualcuno, credo, cercò rifugio nel mare. Non per nulla mia madre fu una regina; non posso confondermi col volgo, anche se la mia modestia lo vuole.

La verità è che sono unico. Non m'interessa ciò che un uomo può trasmettere ad altri uomini; come il filosofo, penso che nulla può essere comunicato attraverso l'arte della scrittura. Le fastidiose e volgari minuzie non hanno ricetto nel mio spirito, che è atto solo al grande; non ho mai potuto ricordare la differenza che distingue una lettera dall'altra. Un'impazienza generosa non ha consentito che imparassi a leggere. A volte me ne dolgo, perché le notti e i giorni sono lunghi.

Certo, non mi mancano distrazioni. Come il montone che s'avventa, corro pei corridoi di pietra fino a cadere al suolo in preda alla vertigine. Mi acquatto all'ombra di una cisterna e all'angolo d'un corridoio e giuoco a rimpiattino. Ci sono terrazze dalle quali mi lascio cadere, finché resto insanguinato. In qualunque momento posso giocare a fare l'addormentato, con gli occhi chiusi e il respiro pesante (a volte m'addormento davvero; a volte, quando riapro gli occhi, il colore del giorno è cambiato).
Ma, fra tanti giuochi, preferisco quello di un altro Asterione. Immagino ch'egli venga a farmi visita e che io gli mostri la casa. Con grandi inchini, gli dico: "Adesso torniamo all'angolo di prima," o: "Adesso sbocchiamo in un altro cortile," o: "Lo dicevo io che ti sarebbe piaciuto il canale dell'acqua," oppure: "Ora ti faccio vedere una cisterna che s'è riempita di sabbia," o anche: "Vedrai come si biforca la cantina." A volte mi sbaglio, e ci mettiamo a ridere entrambi.

Ma non ho soltanto immaginato giuochi; ho anche meditato sulla casa. Tutte le parti della casa si ripetono, qualunque luogo di essa e un altro luogo. Non ci sono una cisterna, un cortile, una fontana, una stalla; sono infinite le stalle, le fontane, i cortili, le cisterne. La casa è grande come il mondo. Tuttavia, a forza di percorrere cortili con una cisterna e polverosi corridoi di pietra grigia, raggiunsi la strada e vidi il tempio delle Fiaccole e il mare. Non compresi, finché una visione notturna mi rivelò che anche i mari e i templi sono infiniti. Tutto esiste molte volte, infinite volte; soltanto due cose al mondo sembrano esistere una sola volta: in alto, l'intricato sole; in basso, Asterione. Forse fui io a creare le stelle e il sole e questa enorme casa, ma non me ne ricordo.

Ogni nove anni entrano nella casa nove uomini, perché io li liberi da ogni male. Odo i loro passi o la loro voce in fondo ai corridoi di pietra e corro lietamente incontro ad essi. La cerimonia dura pochi minuti. Cadono uno dopo l'altro; senza che io mi mac-chi le mani di sangue. Dove sono caduti restano, e i cadaveri aiutano a distinguere un corridoio dagli altri. Ignoro chi siano, ma so che uno di essi profetizzò, sul punto di morire, che un giorno sarebbe giunto il mio redentore. Da allora la solitudine non mi duole, perché so che il mio redentore vive e un giorno sorgerà dalla polvere. Se il mio udito potesse percepire tutti i rumori del mondo, io sentirei i suoi passi. Mi portasse a un luogo con meno corridoi e meno porte! Come sarà il mio redentore? Sarà forse un toro con volto d'uomo? O sarà come me?

Il sole della mattina brillò sulla spada di bronzo. Non restava più traccia di sangue.

"Lo crederesti, Arianna?" disse Teseo. "Il Minotauro non s'è quasi difeso."

1) - L'originale dice quattordici, ma non mancano motivi per inferire che, in bocca di Asterione, questo aggettivo numerale vale infiniti.

postato da ca | 18:12 | commenti (11)

ciaccioni! venite qui, lo vedo dal contatore, ma non scrivete nulla! perchè?

blogger cattivi!!!!!!

oggi vorrei che mi commentaste. possibile che non avete nulla da aggiungere, anche una critica... anche se avrei proprio bisogno di paroline di conforto.

ce le avete?

 

postato da ca | 17:43 | commenti (7)

dignitosa e fiera

sbrano

che pena la fiera in gabbia che correre non può.

dov'è la savana? dove la val d'orcia?

e tu dove sei? nella tua gabbia, presumo.

una gabbia che si apre solo dall'interno e chi lo capisce vola via

postato da ca | 17:10 | commenti (2)

voglio uscire di qui!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

fumare sul divano leggere di filosofia. sono stata dal parrucchiere ieri. oggi ho capelli splendidi. sei bellissima, mi ha detto la fede a pranzo. ho pensato a dorian poi a giacomo. ma a quest'ultimo ci penso sempre. l'ultima volta che mi lisciai i capelli fu quel maledetto venerdì.

aspettare il redentore.

quando arriva è come guardarsi allo specchio e lo spaesamento è assicurato. dove sono chi sono dove vado eccomi vengo a te sono io sono qui.

postato da ca | 16:56 | commenti (5)

ho ricevuto auguri per la festa della donna quasi solo da donne. più uno, di un giovane uomo che si occupa di commerciale. adoro, stra amo, tutte le piante del mondo e tutti i fiori, che sono una romantica, ma nessuno se ne accorge. un rametto di mimosa striminzito, lo ammetto, mi avrebbe fatto piacere.

ricevo da carissima amica, in una giornata così, senza venere nel segno, una mail che parla della meraviglia della donna in rinascita. la leggo velocemente saltando paragrafi. oggi è così. mi colpiscono alcune parole e immagini, una gonna a fiori e il ricordo di come io sono a volte, ma non oggi. oggi non produco. oggi nell'attesa che passi, scrivo. o mammamia! ho bisogno di un batterista che picchi forte.

Well, someone told me yesterday
That when you throw your love away
You act as if you don’t care
You look as if you’re going somewhere
But I just can’t convince myself
I couldn’t live with no one else
And I can only play that part
And sit and nurse my broken heart, so lonely
So lonely, so lonely, so lonely
So lonely, so lonely, so lonely
So lonely, so lonely, so lonely
So lonely, so lonely

Now no-one’s knocked upon my door
For a thousand years, or more
All made up and nowhere to go
Welcome to this one man show
Just take a seat, they’re always free
No surprise, no mystery
In this theatre that I call my soul
I always play the starring role, so lonely
So lonely, so lonely, so lonely
So lonely, so lonely, so lonely
So lonely, so lonely, so lonely
So lonely, so lonely
So lonely
So lonely, so lonely, so lonely
So lonely, so lonely, so lonely
I feel lonely, I’m so lonely, I feel so low
I feel lonely, I’m so lonely, I feel so low

(So lonely, The Police, 1978)

postato da ca | 16:01 | commenti (5)

mi fate schifo

vi perdete randagi impauriti nel parcheggio che puzza di piscio e di carogne. credete di aver azzeccato l'uscita ma è un altro muro quello sul quale sbattete la testa. che ira mi piglia, nel vedervi. qualcuno di voi chiama aiuto ma solo l'eco risponde. qualcuno di voi prende in mano il telefono mobile che è ancora senza segnale; inutile sperare, siete al piano -4. il destino vi acceca, con la sua luce, e non potete vedere la via. siete al piano -4 e lì resterete.

io, dio, donna vestita di seta, scalza e pensante, nulla posso. certo, liberale e magnanima sono, ma mi fate schifo e pertanto preferisco vedervi morire disperati piuttosto che muovere un dito.

io, dio, ho cura che di me stessa o di chi, un giorno, si dimostrerà mio simile e con amore, forse, spero, non lo nego, mi ucciderà. mi chiedo: sarà come me, il mio redentore? mi somiglierà? avrà anche lui le ali sul petto i piedi palmati, il culo perfetto?

lo attendo. altro non posso fare.

cambio idea, alzo un dito e provoco l'effetto domino. ora siete morti, spiaccicati da tre piani di cemento armato. carogne tra le carogne. non mi fate più schifo, ora. vi ho già dimenticato.

(questo scritto si ispira a un racconto di un grande grandissimo uomo, che amo, e a recenti fatti che riguardano piccoli piccolissimi uomini, che odio)

postato da ca | 15:03 | commenti (2)

fermati un attimo.

aspetta.

taci e ascoltami.

te lo chiedo ora e non lo rifarò.

la vita è ciò che abbiamo oggi: minuti che scorrono lentamente oppure che scappano via così senza lasciare traccia, che li osservi un attimo e puff, spariti.

la vita è quello che hai fatto ieri: il passato è stato utile per arrivare fino a qui, con gli sbagli e le vittorie con l'amore e il dolore e non va dimenticato, ma dignitosamente analizzato.

la vita non è, però, ciò che farai domani (che del diman non v'è certezza). ora, per esempio, uscendo in pausa pranzo, un tizio cogli occhiali scuri e il casco potrebbe farti fuori, per errore. e tutto ciò che hai rimandato (la gita a firenze, i baci, i sorrisi ...) non ci sarà. mai.

quello che vorrei dirti, cara carlotta, è quanto segue:

non sprecare non aspettare non rimandare ma vivi vivi vivi e ama.

(...)
I’m alive and vivo muito vivo, vivo, vivo
Feel the sound of music banging in my belly
Know that one day I must die
I’m alive
(...)

(Nine out of ten, Caetano Veloso, 1972)

postato da ca | 11:59 | commenti (24)


martedì, marzo 07, 2006

è arrivata la primavera e la festa di primavera si farà.... 

resto a lavorare ma ho la testa altrove, tra casini, errori e spallucce. la coscienza, se mai l'ho avuta, deve essersi persa tra le custodie dei miei cd. odio il senso del possesso l'attaccamento malato alla vita il bisogno di riprodursi. vorrei fumare.  

ieri, noi ragazze dello zoo di Candeli, abbiamo fatto il primo incontro nel salotto: senza paura di ucciderci ci siamo definite:

moderniste e futuriste siamo per l'evoluzione e lo sviluppo durevole e sostenibile e per il tutti d'accordo, vogliamo feste e cazzeggio a gogo.

la tv infingardisce e noi la spegniamo

voi fate quel cazzo che vi pare

chi vuol esser ignavo sia

 

postato da ca | 17:41 | commenti (9)


domenica, marzo 05, 2006

svegliarmi in una casa sconosciuta e chiedermi dove cazzo sia
disordinata tra le dita smaltate
la vita che cerchiamo mentre ci ritroviamo

svegliarmi in una casa sconosciuta e osservare la giusta luce
quando piove con il sole
e la collana suona piano sul petto nudo mentre mi alzo

svegliarmi in una casa sconosciuta e sentire la pioggia che picchia
poi lontano uno sparo e poi un altro
e brividi sulla pelle per le mattonelle fredde

svegliarmi in una casa sconosciuta ma poi capire che è casa mia
e se mi sono persa tra le carezze e i doppi sensi
in bocca ho sempre lo stesso sapore

postato da ca | 14:39 | commenti (17)


venerdì, marzo 03, 2006

poesiola

vorrei scrivere

ma debbo scappare

vorrei esser leggera su vespa lenta

ma debbo scappare

e poi mi viene in mente che il libro sta per uscire appena tornata da una citta in cui vivrò lontana

ma debbo scappare

 

postato da ca | 19:52 | commenti (8)


mercoledì, marzo 01, 2006

marina scrive: c'è una consolle per dj meravigliosa

carlotta scrive: quanto costa?

marina scrive: che si attacca al pc e la vendono a londra e....

marina scrive:a BAGNO A RIPOLI!!!

carlotta scrive:ahhahhhahaha

carlotta scrive:ma che dici????

marina scrive:costa 200 euro circa

marina scrive:giuro!!!

carlotta scrive:la si va a comperare, allora!

carlotta scrive:sbrigati!!!!

marina scrive:ASSOLUTAMENTE!

carlotta scrive:che se poi le finiscono????

marina scrive:e facciamo una bellissima festa

carlotta scrive: posso invitare tutti gli amici blogger?

marina scrive:devi!

postato da ca | 20:13 | commenti (14)

obiettivo:
migliorare

target:
1. io,
2. la qualità della mia vita
3. il mondo

strumenti a disposizione:
1. il mio cervello (che funziona parecchio bene)
2. il mio cuore (che è grande così)
3. i miei sensi (un po' offuscati...)
4. tutta la gente bella che ho intorno (

metodologia: osservare/ valutare/ scegliere la strada/ partire in prima e poi volare...

lo so, potreste pensare "che presuntuosa"... ma so che non succederà, visto che vi ho così accuratamente selezionato.

sappiatelo vi amo tutti (e qui cito quel gran paraculo del durelli di cui potete leggere le meraviglie qui)

secondo me volare si può

 

postato da ca | 19:54 | commenti (3)