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Facciamo la R-Evoluzione? (sul divano)
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venerdì, marzo 31, 2006 l'importante è la concentrazione. soprattutto sempre. mai perdere il controllo. sangue freddo. sempre. s'impara. e dipende dalle esperienze. se sei emotivo, impara a cambiare, senza perdere la creatività. ti sfugge, acchiappala. usa i mezzi a tua disp. allega, scegli le parole, ascolta. sempre concentrato. sbaglierai, spesso. se sei emotivo, piangerai. non scoraggiarti, concentrati, ripetiti volli sempre volli fortissimamente... poi ricordati che sei un uomo pensante e vivente, accontentati, chiudili tutti e vai a bere con i tuoi amici/compagni/affini concentrato.sempre. rutto libero. R-Evoluzionati! (sulla privacy ne avrei delle belle da dire. questa nostra italia non sa fare le leggi, non ci pensa quando le fa, e poi tanto, chi se ne frega, tanto nessuno le legge le leggi... IN ITALIA SI VA PER SENTITO DIRE E NESSUNO PARLA CHIARAMENTE!!!! ecchecazzo! ma così si assicura inefficienza e spazio per gli scaltri con poca fantasia e capacità.... ma intanto....... i giornalisti che fanno, per esempio: informano?????ah! direi di no, se ne fregano loro della quantità di tempo tolto alle attività più importanti oppure della quantità di carta inutilmente sprecata! io oggi, per esempio avrò ripetuto almeno 50 volte "no, il DPS non lo dovete fare, vi mando l'articolo e leggetevi la legge, come ho fatto io cazzo e quel cazzo di giornalista, che però (cazzo!) non capiva che quell'informazione sarebbe dovuta essere scritta un po' più grossa????? doveva essere fatto a caratteri cubitali!!!!!!, io oggi c'ho da salvare un settore dalla debacle e lunedì una azienda e devo stare dietro a 'sti difetti della comunicazione. e avere fine settimana di lavoro davanti!". allega, faxa, allega, bevi caffè fuma apri file. ma i politici? no loro, non avrebbero potuto fare niente, non dico per me, ma dico per tutta quella carta, in un momento di sovrappopolazione e di scarsità delle risorse, loro non potevano, troppo presi sono a farsi fare le foto, fossero almeno dei bei ragazzi, ma fanno pure cacare!) comunque anche oggi, se tutto va bene... ho salvato un intero settore ATTENZIONE ATTENZIONE Le società informatiche si stanno scatenando per mettere il panico e far pagare tanti soldi inutili alle aziende con la scusa dell'adeguamento per la privacy non date loro retta, fanno del terrorismo. la privacy è una stronzata ma è una legge e non si può fare altro che adeguarsi ma non complichiamo le cose. SEMPLIFICARE, SEMPLIFICARE, SEMPLIFICARE!!!! (sono a disposizione per qualche dritta) finalmente è arrivata l'ora x scoppia la R-Evoluzione siete pronti? SIA DATO IL VIA ALLA LOTTA... AMATA
giovedì, marzo 30, 2006 chi mi coccola sta lontano e non ce la fa lui le capisce le mie paure e ci ride e mi abbraccia virtualmente ma non ce la fa. chi mi tocca chi mi bacia è vicino e poi sparisce. mi sento baol chi mi fa girare i coglioni mi ascolta talvolta ma poi s'incarta e chiudo io io uso? sì tutti i miei strumenti al vetriolo esiste il mio sogno perfetto di azienda perfetta di stile dèco? (questa domanda è fatta a zoca) e io Bèsame, Bèsame mucho che confusione! che turbolenza! ho comunque due motivi per essere contenta: stamani avevo scritto un lungo post, incazzato contro i brigatisti, contro i sessantenni, contro le società di informatica che vanno dai poveri miei clienti a dire che devono fare il DPS per la privacy (e invece no, stronzi! studiatevela la legge, come ho fatto io!), contro i miei ragazzi con cui non sto che non coccolano la piccola ca che è tanto fragile e che piange e che ha paura e che si sente sola, contro quelli che ancora non hanno capito che non è economicamente ipotizzabile il nucleare visti i costi di costruzione di una centrale e quelli di dismissione e bonifica a fine vita della stessa, contro quelli che impugnano e/o producono pistole (che dovrebbero mettersele nel culo e mai, dico MAI, fare figli), contro quelli che si chiamano giacomo qualunque lavoro essi facciano (includo eventuali cani, gatti autovetture borsette e quant'altro). poi tra una discussione e un'altra è andato perso e se continuo a gingillarmi anche questo rischia la stessa fine.
mercoledì, marzo 29, 2006 la più figa funzione di splinder (cerca sul blog) oggi non funziona. però io sono tignosetta e me lo sono andato a cercare il bel post filosofico che dedico alla simpatica blogirl erbasalvia. eccolo: uochi toki sono un gruppo hip pop italiano. ma oltre all'affascinante teoria del parassitare l'intelletto altrui (graziosissima e decisamente aggressiva versione della mia personale teoria della sanguisuca... ops sanguisuga) mi sono appuntata nel mio quaderno il seguente promemoria (che ricopio fedelmente sul presente blog perché: 1. quando lo lessi lo capii subito PROMEMORIA ricordati di non cadere nella TRAPPOLA DELLE IPOTESI sulle REALTA' POSSIBILI.
martedì, marzo 28, 2006 questo post è dedicato a uno dei miei ragazzi con il quale non sto (sì, avete letto bene: in questa frase non vi sono errori!). i motivi sono svariati. certo è che egli non conosce i testi di vasco come invece dovrebbe conoscere. questa sua ignoranza ha creato un piccolo contrattempo. ma presto tutto sarà sanato. Ieri sera sei uscita con me (sono ancora in coma, vasco rossi, 1982) scriverò presto de i miei ragazzi con i quali non sto... continuate a seguirmi! ultimamente c'è stato affollamento... mi attendo quindi un periodo di calma piatta! questo mi ha fatto pensare che sulla maggior parte delle mie riflessioni ho già scritto qualcosa e grazie alla fantastica nuova funzione di splinder "cerca sul blog" ho ripescato questa chicca. ciapa Settembre 2004 un punto fermo ieri mi ha chiamato ale. l'ultima volta che l'ho visto (un veloce aperitivo/amplesso sul divano) puzzava come un caprone. ale non si lava molto.
saranno state le due e mezza, ero appena tornata dalla prima pausa pranzo del primo giorno di lavoro. non ero uscita col telefono. lui era al mare. ha chiamato due volte. e quando l'ho richiamato mi ha interrogato:
- perchè non mi hai risposto?
(colgo l'occasione per riflettere (e lo faccio in verde): oggi infatti succede questo: le mie avventure si concentrano nello stesso breve-lasso-di-tempo. ricevo telefonate e proposte e mi ritrovo a dover rinunciare a interessanti incontri a causa della mia irritante incapacità all'ubiquità. uffa. poi, anche per lunghi periodi, calma piatta. riuffa.
basta. così non va. da ora in poi si cambia registro. mi organizzo e trasformo il mondo. perfetto non sarà (nemesi del cazzo!), ma almeno... da qui si riparte. mi piace mettere un punto fermo. definire una strategia. all'efficace implementazione della stessa ci penserò. ma non ora.) - eheheh. forse venerdì vengo a fi.
(per la cronaca ho rivisto ale un mesetto fa. aperitivo e poi tutti a casa mia. io ero con la mia bella e fiammante vespa che va a 45 km/h. ale, che è uno che corre (!), è arrivato per primo e mi ha aspettato fuori dal cancello. avevo ancora il casco in testa e pensavo a che cosa avrei potuto dare da mangiare allo zoo amicale che mi stava per occupare la casa; ero un po' distratta, insomma, e quando mi sono accorta che ale mi era venuto un po' troppo incontro già mi stava rubando un bacio. l'ho detto, ultimamente c'è stato affollamento... mi attendo quindi un periodo di calma piatta!)
tanto per cambiare non avevo capito un cazzo!
intanto, sul divano: suona il telefono ma non cercano me dopo tutto quello che era successo, ma che non starò qui a raccontare, la nostra cretina, ops... pardon, la nostra eroina, decide di andare a cena. cerca tra i cassetti un pensiero R-Evoluzionario, ma è affamata ed ha in mente solo i pici con la pancetta, e non lo trova. poi, mentre si pettina di fronte allo specchio, finalmente, l'illuminazione: mangerò i pici proprio come se fosse l'ultima volta che li mangio, si dice e si compiace. un pensiero R-Evoluzionario al giorno la aiuterà... ?
come stai? io bene e male più male che bene siamo diversi come il buio e la notte, io brucio e non dormo puoi spegnermi? lunedì, marzo 27, 2006 lavoro giorno e notte (che dovrebbe invece essere impegnata solo per fare l'amore) incluso i fine settimana. e tanto, per la prima volta, non riesco nemmeno a finire nei tempi (per la prima volta in cinque anni per un lavoro assolutamente marginale). nessun senso di colpa, non avrei potuto fare di più. oggi pausa pranzo lunga di scrittura creativa. me la merito. c'è il sole a fi ed io, amore, fumo e cammino mi fermo e fumo e cammino con la testa alta come agghindata di stella al petto. ho preso un 10 oggi e tutti quelli che mi si avvicinano lo vedono e lo sentono e non possono che ammirarmi. c'è il sole a fi e mi sono vestita bene e comoda, un po' romantica, con orecchini di margherita. sento gridare dal mercato in livornese. ho preso 10 e ne sono fiera, amore. fumo e cammino e poi mi fermo e fumo. sabato, marzo 25, 2006 ti ho detto nel momento equidistante dalle comuni paure cicliche non è mai troppo tardi
(Mettere le ali, Niccolò Fabi, 2006)
e stasera vedo francesco, forse...
giovedì, marzo 23, 2006 di perfetto da dire?
facile: LA VERITA' e niente altro... sto cagando fuori dal vaso e mi sto censurando, mi detesto. che palle lavoro come una secchiona. sono stanca. per fortuna che questa è l'ultima lezione. peccato che non ci siamo capiti mercoledì, marzo 22, 2006 forse perchè sono troppo snob per esempio guardate questo cazzo di blog: ci vedete per caso un indirizzo di posta elettronica? una mia foto? mi vedete mai andare in giro a chiedere ai miei lincatari di aggiornare il mio link, dopo che ho cambiato? avete letto un mio post su vitadablogger? no probabilmente sbaglio su tutta la linea. qui dentro è tutto sporco, come a casa mia o sulla mia scrivania. domani verrò nuovamente nella metropoli e chiederò alla meravigliosa lise il suo punto di vista su ciò che mi sta a cuore. chissà, forse le sue parole mi aiuteranno a diradare queste nebbie e ad allontanare il malcontento che mi attanaglia. evviva? ho bisogno di protezione succede che in famiglia sono la maggiore. non ho fratelli maschi. mio padre è sempre stato tra i suoi libri delegando a mia madre educazione e protezione. i miei amici maschi sono due, coetanei e non particolarmente protettivi. in ufficio mi considerano un "compare" benché per taluni, insicuri, che non ci sono più, rappresentassi una minaccia. I miei ex si sono per lo più appoggiati a me e comunque, alla fine, me ne sono liberata con grande soddisfazione.
appaio sicura e forte agli occhi superficiali degli altri.
oggi più che mai sento il bisogno di essere protetta: mi viene da piangere per invidia quando la collega (da lei dovrei forse imparare a fare quella vocina piagnucolante da bambina?!?) mi racconta le sorpresine che le fa il fratello quando lei è triste, oppure quando la tessuccia mi racconta che mau l'ha chiamata perché l'aveva sentita nervosa e voleva capire e vedere cosa poteva fare.
sento il bisogno di una figura maschile che mi chieda come sto, che mi faccia le coccole e mi supporti nei miei ormai sempre più frequenti momenti di down.
è che non ho mai avuto una figura del genere al mio fianco e forse ormai è tardi.
perché lei non ispirasse protezione non le fu mai noto. UPDATE: martedì, marzo 21, 2006 m'è venuta voglia di... la logistica mi sconquassa
i flussi informativi non seguono il corpo che gira, sale, scende, piroletta e scappa, senza meta (tanto per cambiare) io batto il tempo e mi perdo come una nottambula sui cornicioni. è già. non è ancora finita questa giornata cupa. ma il più è fatto. buonanotte ai sognatori lunedì, marzo 20, 2006 se la freccia gira gira e torna in culo a chi la tira sento il bisogno di chiedere venia per ciò che ho fatto. scusa beppe non ti amavo più e se ti ho dato delle colpe è perchè sono imperfetta nel punto di vista. ma l'amore va verso la luce e tu eri il buio scusa massino non ti amavo più e se ti ho dato delle colpe è perchè sono imperfetta nel punto di vista. ma l'amore va verso la luce e tu eri il buio scusa teo non ti amavo più e se ti ho dato delle colpe è perchè sono imperfetta nel punto di vista. ma l'amore va verso la luce e tu eri il buio nulla posso su quello che ho fatto se non fare quattro conti. e poi capitolare digrignando nella notte le sofferenze instabili e costanti e tutte le mie fragilità. forte tanto da svegliare.
e i denti domani saranno più piccoli di ieri
Tra migliaia di persone sicure per fedeltà (Messaggio, Alice, 1982) venerdì, marzo 17, 2006 il fine settimana che mi aspetta verrò a mi con una pazza partenza notturna in macchina con mari e i due canini. verrò ovvia, anche questa è fatta. il mio numero ce lo avete. vi sbaciucchio
giovedì, marzo 16, 2006 Mi sento responsabile per tutto quello che faccio e tutto quello che penso
Fumo pesante Amo e odio potentemente Rido di me ho pena di me sono innamorata di me e se mi deludo di me rido Vivo ogni parola come se fosse l’ultima Ieri ho visto il califfo dire che alla morte, lui, non ci pensa mai Ho bisogno del mio tempo per farmi un’idea, ma questa cosa mi ha colpito. evviva son viva! mercoledì, marzo 15, 2006 AAAAAAHHHHHHH (è finito il caffè) (che fuoco che fuoco che fuoco) oggi sono uscita con il cerchietto. rilancio la moda degli anni ottanta. ora gliele devo dare secche di logistica e poi colla mari e la tessuccia andiamo a tirare con l'arco. ma io ho paura delle armi tutte e non so se ne avrò il coraggio... (dentro me) martedì, marzo 14, 2006 finalmente vado a casa: speriamo di essere una persona migliore di ieri preghiamo
la potenza dell'amore potrà vincere il romantico mal de vivre della nostra eroina (la solita cretina)?
lunedì, marzo 13, 2006 ho bisogno costante di libertà. libertà per me vuol dire vita. niente laccioli niente ordini niente schemi. i princìpi, i valori morali, sono dentro di me. mai ti soffocherò. ma non soffocarmi. cerca di capire ciò che mi rende felice e sii felice per me. io lo sarò per te. ebbene sugli alberi dell'orto iniziano a spuntare i primi colori nonostante il vento sia freddo. nel mio fine settimana ho pianto e ho riso. poi mi sono riposata. alla festa c'era anche lui. non mi faccio alcuna domanda: quello che è stato lo so: ma ciò che sarà non mi interessa. sono innamorata della natura e degli animalini. nel mio letto tanto amore: io agostino e gianni. clara osserva. svegliarsi e fare colazione con mari la r-evoluzionaria è amore. decidere di sparecchiare insieme per un massimo di cinque minuti e poi guardare un film. addormentarsi con il lore come cuscino e dormire fino alle 6.40 sul divano, quello piccolo. sussurrare parole d'amore "ciao" "ti amo" "si". però la televisione è accesa e la violenza che si sprigiona dall'apparecchio mi lascia dapprima senza parole. poi, furore. perchè accettiamo tutto ciò? la mari sostiene che le cose cambieranno se cambierà il governo. io non mi fido dei politici e di questo miserevole sistema. ma accetto di concedere un'ultima chance. ciò che più mi sconvolge è che ciò che succede non faccia riflettere. chi si fa certe domande è un ingenuo: perchè c'è fuoco per le strade? perchè i politici italiani non hanno rispetto per i giornalisti? perchè questi ultimi dormono? perchè tanta depravazione? perchè? intanto vi dico solo che in paesi più civilizzati del nostro gli inceneritori non vengono progettati. mi dicono che una direttiva europea preveda il divieto di costruire inceneritori per i rifiuti dopo il 2012. nei paesi civilizzati si spinge la raccolta differenziata. nei paesi civilizzati si educa la popolazione. ma nelle nostre scuole e nelle nostre aziende l'educazione civica non esiste. nei paesi civilizzati le donne e gli uomini collaborano rispettandosi. in cile per esempio. invece nei paesi sottosviluppati la violenza ha la meglio e chi se ne frega! non ci si ricorda che si ha un ruolo sociale, si fugge dalle responsabilità. la scorsa settimana ho sentito affermare da un giornalista (vecchio) che non ci pensa mai, lui, alle conseguenze di quello che scrive. che imbecille! io, invece, voglio essere libera di pensare ad ogni conseguenza. sono pronta allo scontro generazionale, visto che il dialogo pare impossibile. Free, free, set them free (If You Love Somebody Set Them Free, Sting, 1985) venerdì, marzo 10, 2006 eheheh ho appena deciso che torno a casa a pranzo la colazione di stamani è stata stimolante (non solo perchè dopo ho cagato). ho tirato fuori il libro di micro e quello di economia pubblica. si parlava della gestione delle acque e della privatizzazione delle autostrade, di monopoli naturali e di congestione. la R-Evoluzione si fa. di stare qua non ho voglia. mi aspetta un fine settimana sprecato degno della settimana sprecata che ho appena vissuto. vorrei solo aggiungere che: 1. sono d'accordo con andrea pezzi e lo capisco quando parla. statemi bene, cari!
mercoledì, marzo 08, 2006 ca oggi si sente sola e vorrebbe un abbraccio (di un uomo) che non c'è) si affida alle parole e decide di fare un regalo ai suoi lettori e a se stessa. ecco un racconto perfetto di un grande grandissimo scrittore La casa di Asterione (J.L.Borges) So che mi accusano di superbia, e forse di misantropia, o di pazzia. Tali accuse (che punirò al momento giusto) sono ridicole. E vero che non esco di casa, ma è anche vero che le porte (il cui numero è infinito)1 restano aperte giorno e notte agli uomini e agli animali. Entri chi vuole. Non troverà qui lussi donneschi ne' la splendida pompa dei palazzi, ma la quiete e la solitudine. E troverà una casa come non ce n'è altre sulla faccia della terra. (Mente chi afferma che in Egitto ce n'è una simile.) Perfino i miei calunniatori ammettono che nella casa non c'è un solo mobile. Un'altra menzogna ridicola è che io, Asterione, sia un prigioniero. Dovrò ripetere che non c'è una porta chiusa, e aggiungere che non c'è una sola serratura? D'altronde, una volta al calare del sole percorsi le strade; e se prima di notte tornai, fu per il timore che m'infondevano i volti della folla, volti scoloriti e spianati, come una mano aperta. Il sole era già tramontato, ma il pianto accorato d'un bambino e le rozze preghiere del gregge dissero che mi avevano riconosciuto. La gente pregava, fuggiva, si prosternava; alcuni si arrampicavano sullo stilobate del tempio delle Fiaccole, altri ammucchiavano pietre. Qualcuno, credo, cercò rifugio nel mare. Non per nulla mia madre fu una regina; non posso confondermi col volgo, anche se la mia modestia lo vuole. La verità è che sono unico. Non m'interessa ciò che un uomo può trasmettere ad altri uomini; come il filosofo, penso che nulla può essere comunicato attraverso l'arte della scrittura. Le fastidiose e volgari minuzie non hanno ricetto nel mio spirito, che è atto solo al grande; non ho mai potuto ricordare la differenza che distingue una lettera dall'altra. Un'impazienza generosa non ha consentito che imparassi a leggere. A volte me ne dolgo, perché le notti e i giorni sono lunghi. Certo, non mi mancano distrazioni. Come il montone che s'avventa, corro pei corridoi di pietra fino a cadere al suolo in preda alla vertigine. Mi acquatto all'ombra di una cisterna e all'angolo d'un corridoio e giuoco a rimpiattino. Ci sono terrazze dalle quali mi lascio cadere, finché resto insanguinato. In qualunque momento posso giocare a fare l'addormentato, con gli occhi chiusi e il respiro pesante (a volte m'addormento davvero; a volte, quando riapro gli occhi, il colore del giorno è cambiato). Ma non ho soltanto immaginato giuochi; ho anche meditato sulla casa. Tutte le parti della casa si ripetono, qualunque luogo di essa e un altro luogo. Non ci sono una cisterna, un cortile, una fontana, una stalla; sono infinite le stalle, le fontane, i cortili, le cisterne. La casa è grande come il mondo. Tuttavia, a forza di percorrere cortili con una cisterna e polverosi corridoi di pietra grigia, raggiunsi la strada e vidi il tempio delle Fiaccole e il mare. Non compresi, finché una visione notturna mi rivelò che anche i mari e i templi sono infiniti. Tutto esiste molte volte, infinite volte; soltanto due cose al mondo sembrano esistere una sola volta: in alto, l'intricato sole; in basso, Asterione. Forse fui io a creare le stelle e il sole e questa enorme casa, ma non me ne ricordo. Ogni nove anni entrano nella casa nove uomini, perché io li liberi da ogni male. Odo i loro passi o la loro voce in fondo ai corridoi di pietra e corro lietamente incontro ad essi. La cerimonia dura pochi minuti. Cadono uno dopo l'altro; senza che io mi mac-chi le mani di sangue. Dove sono caduti restano, e i cadaveri aiutano a distinguere un corridoio dagli altri. Ignoro chi siano, ma so che uno di essi profetizzò, sul punto di morire, che un giorno sarebbe giunto il mio redentore. Da allora la solitudine non mi duole, perché so che il mio redentore vive e un giorno sorgerà dalla polvere. Se il mio udito potesse percepire tutti i rumori del mondo, io sentirei i suoi passi. Mi portasse a un luogo con meno corridoi e meno porte! Come sarà il mio redentore? Sarà forse un toro con volto d'uomo? O sarà come me? Il sole della mattina brillò sulla spada di bronzo. Non restava più traccia di sangue. "Lo crederesti, Arianna?" disse Teseo. "Il Minotauro non s'è quasi difeso." 1) - L'originale dice quattordici, ma non mancano motivi per inferire che, in bocca di Asterione, questo aggettivo numerale vale infiniti. ciaccioni! venite qui, lo vedo dal contatore, ma non scrivete nulla! perchè? blogger cattivi!!!!!! oggi vorrei che mi commentaste. possibile che non avete nulla da aggiungere, anche una critica... anche se avrei proprio bisogno di paroline di conforto. ce le avete?
dignitosa e fiera sbrano che pena la fiera in gabbia che correre non può. dov'è la savana? dove la val d'orcia? e tu dove sei? nella tua gabbia, presumo. una gabbia che si apre solo dall'interno e chi lo capisce vola via voglio uscire di qui!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! fumare sul divano leggere di filosofia. sono stata dal parrucchiere ieri. oggi ho capelli splendidi. sei bellissima, mi ha detto la fede a pranzo. ho pensato a dorian poi a giacomo. ma a quest'ultimo ci penso sempre. l'ultima volta che mi lisciai i capelli fu quel maledetto venerdì. aspettare il redentore. quando arriva è come guardarsi allo specchio e lo spaesamento è assicurato. dove sono chi sono dove vado eccomi vengo a te sono io sono qui. ho ricevuto auguri per la festa della donna quasi solo da donne. più uno, di un giovane uomo che si occupa di commerciale. adoro, stra amo, tutte le piante del mondo e tutti i fiori, che sono una romantica, ma nessuno se ne accorge. un rametto di mimosa striminzito, lo ammetto, mi avrebbe fatto piacere. ricevo da carissima amica, in una giornata così, senza venere nel segno, una mail che parla della meraviglia della donna in rinascita. la leggo velocemente saltando paragrafi. oggi è così. mi colpiscono alcune parole e immagini, una gonna a fiori e il ricordo di come io sono a volte, ma non oggi. oggi non produco. oggi nell'attesa che passi, scrivo. o mammamia! ho bisogno di un batterista che picchi forte. Well, someone told me yesterday (So lonely, The Police, 1978) mi fate schifo vi perdete randagi impauriti nel parcheggio che puzza di piscio e di carogne. credete di aver azzeccato l'uscita ma è un altro muro quello sul quale sbattete la testa. che ira mi piglia, nel vedervi. qualcuno di voi chiama aiuto ma solo l'eco risponde. qualcuno di voi prende in mano il telefono mobile che è ancora senza segnale; inutile sperare, siete al piano -4. il destino vi acceca, con la sua luce, e non potete vedere la via. siete al piano -4 e lì resterete. io, dio, donna vestita di seta, scalza e pensante, nulla posso. certo, liberale e magnanima sono, ma mi fate schifo e pertanto preferisco vedervi morire disperati piuttosto che muovere un dito. io, dio, ho cura che di me stessa o di chi, un giorno, si dimostrerà mio simile e con amore, forse, spero, non lo nego, mi ucciderà. mi chiedo: sarà come me, il mio redentore? mi somiglierà? avrà anche lui le ali sul petto i piedi palmati, il culo perfetto? lo attendo. altro non posso fare. cambio idea, alzo un dito e provoco l'effetto domino. ora siete morti, spiaccicati da tre piani di cemento armato. carogne tra le carogne. non mi fate più schifo, ora. vi ho già dimenticato. (questo scritto si ispira a un racconto di un grande grandissimo uomo, che amo, e a recenti fatti che riguardano piccoli piccolissimi uomini, che odio) fermati un attimo.
la vita è ciò che abbiamo oggi: minuti che scorrono lentamente oppure che scappano via così senza lasciare traccia, che li osservi un attimo e puff, spariti. la vita è quello che hai fatto ieri: il passato è stato utile per arrivare fino a qui, con gli sbagli e le vittorie con l'amore e il dolore e non va dimenticato, ma dignitosamente analizzato. la vita non è, però, ciò che farai domani (che del diman non v'è certezza). ora, per esempio, uscendo in pausa pranzo, un tizio cogli occhiali scuri e il casco potrebbe farti fuori, per errore. e tutto ciò che hai rimandato (la gita a firenze, i baci, i sorrisi ...) non ci sarà. mai. quello che vorrei dirti, cara carlotta, è quanto segue: non sprecare non aspettare non rimandare ma vivi vivi vivi e ama. (...) (Nine out of ten, Caetano Veloso, 1972) martedì, marzo 07, 2006 è arrivata la primavera e la festa di primavera si farà.... resto a lavorare ma ho la testa altrove, tra casini, errori e spallucce. la coscienza, se mai l'ho avuta, deve essersi persa tra le custodie dei miei cd. odio il senso del possesso l'attaccamento malato alla vita il bisogno di riprodursi. vorrei fumare. ieri, noi ragazze dello zoo di Candeli, abbiamo fatto il primo incontro nel salotto: senza paura di ucciderci ci siamo definite: moderniste e futuriste siamo per l'evoluzione e lo sviluppo durevole e sostenibile e per il tutti d'accordo, vogliamo feste e cazzeggio a gogo. la tv infingardisce e noi la spegniamo voi fate quel cazzo che vi pare chi vuol esser ignavo sia
domenica, marzo 05, 2006 svegliarmi in una casa sconosciuta e chiedermi dove cazzo sia svegliarmi in una casa sconosciuta e osservare la giusta luce svegliarmi in una casa sconosciuta e sentire la pioggia che picchia svegliarmi in una casa sconosciuta ma poi capire che è casa mia venerdì, marzo 03, 2006 poesiola vorrei scrivere
vorrei esser leggera su vespa lenta
e poi mi viene in mente che il libro sta per uscire appena tornata da una citta in cui vivrò lontana
mercoledì, marzo 01, 2006
obiettivo: target: strumenti a disposizione: metodologia: osservare/ valutare/ scegliere la strada/ partire in prima e poi volare... lo so, potreste pensare "che presuntuosa"... ma so che non succederà, visto che vi ho così accuratamente selezionato. sappiatelo vi amo tutti (e qui cito quel gran paraculo del durelli di cui potete leggere le meraviglie qui) secondo me volare si può
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