venerdì, aprile 28, 2006
da ragazzina sì, ce l'avevo eccome paura. poi, dopo certe cose, la paura si è trasformata: da quella di morire a quella di non vivere.
nell'ultimo anno però ho acquisito la consapevolezza di non avercele più, le forze, per vivere. galleggio stanchina stufa e vedente. inutili i soldi spesi, inutili le configurazioni e ancor di più le tristi occasioni di intimità. è che i maschi che il destino mi fa incontrare sono anche più deboli di me. io però, anche se gliela do, li schifo. eppure la mia unica speranza è riposta in un uomo che ancora ho da conoscere. però, gesù, ascolta le mie preghiere, che io non ce la faccio mica ad andare avanti così. fammelo conoscere entro stasera oppure smaltiscimi. sono esausta.
comunque:
anche da morta non posso dire di sentirmi molto bene
amo le certezze
ieri al telefono parlavo con ale di nuovi progetti per r-evoluzionare il sistema dei trasporti: le tecnologie ci sono, ci dicevamo, e abbiamo deciso di partire con il business.
io: ale, ma secondo te, se lo facciamo, moriremo sparati? ale: ca, questa è l'unica cosa certa.
blog
non vorrei vedere il contatore scattare: non tollero lettori indesiderati. d'altro canto, però, i lettori desiderati variano nel tempo e talvolta sono nuovi amici che mi coccolano con un commento.
scrivo solo di me e per me.
potresti chiedermi: a che pro? potrei rispondere: per non impazzire, credevo , un tempo, ma ora so che a nulla è servito e a nulla servirà
sono morta ormai, schiacciata da lavori e relazioni faticose.
lunedì, aprile 24, 2006
nell'assurda selezione delle anime perse mi perdo demotivata interrogo demotivati e le parole di speranza svaniscono fin quando non ricevo una mail d'amore alla quale non rispondo
non interferirai nei miei programmi lussuriosi che non ti coinvolgono.
(avvertenza: oggi mi sento innamorata e creativa, come allora)
raccontino intitolato: Scribacchini erranti, quattro concetti e un drammatico finale
Scriveva, ogni giorno: pensava a quello che scriveva solo poi, quando rileggeva. E capiva, ogni giorno, quello che leggeva. Ieri successe, oggi succede, domani succederà. Parole concetti e punteggiatura uscivano come un processo continuo, un flusso fluente, dalla testa di Giulia. Ma ogni aggettivo, ogni soggetto, ogni periodo ipotetico, quelli di domani, come quelli di oggi e ieri, erano dedicati a Lui.
Scriveva, ogni giorno: pensava a quello che scriveva solo poi, quando rileggeva. E capiva, ogni giorno, quello che leggeva. Ieri successe, oggi succede, domani succederà. Parole concetti e punteggiatura uscivano come un processo continuo, un flusso fluente, dalla testa di Lui. Ma ogni aggettivo, ogni soggetto, ogni periodo ipotetico, quelli di domani, come quelli di oggi e ieri, erano destinati a Lei.
Scribacchini erranti entrambi, non dormivano di notte e sognavano di giorno. Bruciarono.
e ora beccatevi questa (da cantare con la voce roca)
Parole che dette travolgono i tramonti il battere del polso sul mercurio Rumori, calori, sudori, timori, tremori Si complica l'elenco degli errori Si complica l'elenco degli errori Si complica l'elenco degli errori e dei legami intelligenti intransigenti
Miccia prende fuoco per la gola Miccia prende fuoco per la gola Miccia prende fuoco per la gola e straccia il cuore
Miccia prende fuoco per la gola e straccia un cuore che non conta niente ormai non conta niente ormai niente di niente ormai niente più niente di niente ormai
Cupa rossa lava di emozioni Sangue avaro stento di gocciare Lingua squoia, cuce, rade, trema la discarica Lingua squoia, cuce, rade, trema la discarica
Cupa rossa lava di emozioni include un cuore che Non conta niente ormai non conta niente ormai niente di niente ormai niente più niente di niente ormai
Lingua squoia, cuce, rade, trema la discarica Lingua squoia, cuce, rade, trema la discarica
La pioggia che scende giù che riga le vetrine piene che rende i nostri volti inutili La pioggia che scende giù che riga le vetrine piene che rende i nostri volti inutili La pioggia che scende giù (non conta niente ormai) che riga le vetrine piene (non conta niente ormai) che rende i nostri volti inutili (niente di niente ormai) La pioggia che scende giù (niente più niente di niente ormai)
(Miccia prende fuoco, Nada, 2004)
domenica, aprile 23, 2006
siamo tutti come stellelle e l'azzurro è naturale ... improssiivamente capirai
te
evviva ron, r-evoluzionario! evviva il caffè della katiuscia
(splinder please publish it)
evviva gli indirizzi che ti ricordano parigi
mmmmmmmmmm
venerdì, aprile 21, 2006
cuore leggero e qualche spicciolo in tasca il ciliegio è in fiore mi piace quando c'è vento. anche agostino è felice quando il vento gira, dall'angolo in fondo, fino a qui.
penso: mi dedicherò al giardinaggio e già mi vedo distesa sotto l'albero bianco attenta ad ogni movimento. stasera cenetta e baretti. e poi chissà.
sto leggendo di tutto anche i giornali. giovedì di ritorno da pesaro a cena cogli amici (quelli buoni) ho finalmente letto un bel articolo di ciccio. gli avrei mandato un messaggio per congratularmi ma non l'ho fatto. lo faccio da qui. e bravo ciccio!
sarei incazzata con l'enel che dichiara cose importantissime ma le rende impossibili alla lettura (a parte l'utilizzo di un font cinquecentesco indecifrabile mi ritrovo due pagine scritte fitte fitte e mortalmente noiose anche per me, che di ambiente e responsabilità non mi stanco mai). non capisco. e figuriamoci: se non capisco io mi chiedo come possano farlo gli altri. ah! pertanto affermo: quei soldi (il costo di pagine di pubblicità sui maggiori quotidiani) avrebbe fatto meglio a spenderli per la ricerca, tanto importante per lei, oppure per pagare i poveri stagisti che sfrutta.
sarei incazzata, ma oggi non lo sono: ho il cuore leggero e qualche spicciolo in tasca.
è venerdì
martedì, aprile 18, 2006
cari tutti
sono tornata e ci vedo!
già da domani sarò in giro per la nostra bella italia. quando vedrete un treno passare sappiate che colà io potrei essere, cogli occhietti aperti, criticamente scrutanti. vi farò un resoconto delle aree di miglioramento e proporrò attività operative. poi ne discuteremo assieme.
corro
ma son certa che potrete starmi dietro.
evviva la R-Evoluzione
mercoledì, aprile 05, 2006
frasi che mi hanno detto (e a cui ho creduto):
oh! scusa! eri così dolce che non ho resistito e sono venuto subito
sabato, aprile 01, 2006
Voglio allocazioni pareto efficienti!
immagina l'uomo perfetto che conosce e che sa; e non dirmi che non è possibile e che non ti riesce perchè ora ti dirò che ne devi immaginare due. diversi ma perfetti. diversi nelle eccellenze. omaremma l'ho presa troppo larga...
la pareto efficienza è una bella cosa. andatevela a studiare che io devo farmi una doccia
(sul nucleare ho fatto seguente riflessione: ogni giudizio che ne dai dipende da quanto riesci a guardare lontano)
senza fantasia non si va da nessuna parte
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