domenica, luglio 30, 2006
Or dunque
quello che si prevede accada non ci è dato di saperlo ancora.
"avello spello" si dirà, alla chiancianese. e stasera sarò là.
ebbene scriverò quello che è accaduto. ciò che sarà, sarà scritto quando tornerò, se.
è accaduto: dalla calabria al piemonte, attraversando le seguenti regioni italiane: calabria (vibo valentia non ha perso il suo calore nonostante il disastro naturale che ha vissuto, mentre noialtri italiani si festeggiava una felicità calcistica che ha, per un secondo solo, evidentemente, risvegliato l'amor per la patria. in tanti siamo stati felice di essere italiani, ma certamente NON I GIORNALISTI! perchè amare l'italia è anche amare gli italiani, tutti, anche quelli dimenticati da dio (mi porto cristo si è fermato a eboli, in spagna, altro che fabio volo... la lady coraggiosa me lo presterà. poi la mari lo leggerà. solo allora io potrò recensirlo, su questi schermi, se). a vibo valentia c'è gente che non ha una casa e non si può nemmeno dire che siano rimasti in mutande, perchè il fango ha portato via anche quelle. non possiedo tanta biancheria intima, però ieri ho guardato l'intero cassetto in cui la infilo. ho pensato che è colpa di chi un ruolo sociale CERTIFICATO ce l'ha. parlo dei signori giornalisti. ignorare è una colpa grave. Si tratta di un DISASTRO AMBIENTALE (ah non vi ho detto che la valanga di fango ha trasportato in mare l'intera zona industriale di vibona in cui insistevano: uno stabilimento di tonno (nostromo?) uno del nuovo pignone, chiuso da 5 anni, che prego che sia stato messo in sicurezza in conformità a quanto prevede la legge, aziende artigianali tipo vetrerie... e che non si è capito ancora se il bagno si può fare…). se ci sono delle responsabilità vanno trovate. i bambini quest’anno non potranno andare al mare. è evidente che dell'impatto ambientale ne verrete messi al corrente, prima o poi, indirettamente, sentendone gli effetti. non riuscirete probabilmente a identificare la causa confusi dai luoghi comuni e dalla coda di paglia che avete e che giustificate con l'istinto di sopravvivenza e con il "sano" egoismo.
non scherzo quando dico che in questa mia vita ho sentito parlare di "sano egoismo". che grande compromesso del cazzo! ipocrisia!
campania: treno fermo a napoli, scioperanti sui binari. ho simpatizzato coi disoccupati. non posso farlo invece ne' con i farmacisti, ne' con i tassisti e men che meno con gli avvocati.
lazio: a roma e a tarquinia tra dormite sul lettino sotto l'ombrellone e veglie al pronto soccorso. ma mai sola. toscana emilia romagna Piemonte: torino che bella e dopo le olimpiadi ancora di più. Lombardia: como, ma niente lella (a cui però va un evviva!), bella sul lago e con il vento che la follia porta.
Dopo tutta questa italia si prevede che accadrà l’europa.
per il resto un grande vuoto ma amici a non finire e per la prima volta soprattutto uomini. mi sento felice delle meritate vacanze sono un po’ in carne e i ragazzi mi lanciano baci per strada. i maschi diventono più galanti quando è caldo. Prendetevi cura di voi e del mondo.
Buone vacanze carini!
vostra ca
p.s.: gesù fai presto finire il petrolio
lunedì, luglio 24, 2006
Ladies up in here tonight
No fighting, no fighting
We got the refugees up in here
No fighting, no fighting
Shakira, Shakira
I never really knew that she could dance like this
She makes a man wants to speak Spanish
Como se llama (si), bonita (si), mi casa (si, Shakira Shakira), su casa
Shakira, Shakira
Oh baby when you talk like that
You make a woman go mad
So be wise and keep on
Reading the signs of my body
And I'm on tonight
You know my hips don't lie
And I'm starting to feel it's right
All the attraction, the tension
Don't you see baby, this is perfection
Hey Girl, I can see your body moving
And it's driving me crazy
And I didn't have the slightest idea
Until I saw you dancing
And when you walk up on the dance floor
Nobody cannot ignore the way you move your body, girl
And everything so unexpected - the way you right and left it
So you can keep on shaking it
I never really knew that she could dance like this
She makes a man want to speak Spanish
Como se llama (si), bonita (si), mi casa (si, Shakira Shakira), su casa
Shakira, Shakira
Oh baby when you talk like that
You make a woman go mad
So be wise and keep on
Reading the signs of my body
And I'm on tonight
You know my hips don't lie
And I am starting to feel you boy
Come on lets go, real slow
Don't you see baby asi es perfecto
Oh I know I am on tonight my hips don't lie
And I am starting to feel it's right
All the attraction, the tension
Don't you see baby, this is perfection
Shakira, Shakira
Oh boy, I can see your body moving
Half animal, half man
I don't, don't really know what I'm doing
But you seem to have a plan
My will and self restraint
Have come to fail now, fail now
See, I am doing what I can, but I can't so you know
That's a bit too hard to explain
Baila en la calle de noche
Baila en la calle de día
Baila en la calle de noche
Baila en la calle de día
I never really knew that she could dance like this
She makes a man want to speak Spanish
Como se llama (si), bonita (si), mi casa (si, Shakira Shakira), su casa
Shakira, Shakira
Oh baby when you talk like that
You know you got me hypnotized
So be wise and keep on
Reading the signs of my body
Senorita, feel the conga, let me see you move like you come from Colombia
Mira en Barranquilla se baila así, say it!
Mira en Barranquilla se baila así
Yeah
She's so sexy every man's fantasy a refugee like me back with the Fugees from a 3rd world country
I go back like when 'pac carried crates for Humpty Humpty
I need a whole club dizzy
Why the CIA wanna watch us?
Colombians and Haitians
I ain't guilty, it's a musical transaction
No more do we snatch ropes
Refugees run the seas 'cause we own our own boats
I'm on tonight, my hips don't lie
And I'm starting to feel you boy
Come on let's go, real slow
Baby, like this is perfecto
Oh, you know I am on tonight and my hips don't lie
And I am starting to feel it's right
The attraction, the tension
Baby, like this is perfection
No fighting
No fighting
(Hips Don't Lie, Shakira feat. Wyclef Jean, 2005)
questa canzoncina mi piace tantissimissimo
no fighting!
mercoledì, luglio 19, 2006
nonostante tutto sono serena
rifuggo spontaneamente gli accanimenti e mi stupisce questo nuovo approccio.
nonostante le automobili e gli uomini.
nonostante il lavoro che mi piace ma non ho più voglia. nonostante la casa vuota.
strano, mi sento oggi uscita dal buio. liberata. non temo niente e nessuno. non mi interessa essere capita. sento che l'asfissiante logica che mi ha a lungo imprigionato lascia un po' di spazio alla fantasia, quella pulita.
mi sento pulita, oggi. all'inizio dell'anno mi ero ripromessa di osservare di più, ascoltare di più, perchè, probabilmente, c'era da imparare, dagli altri. ho imparato e ora posso rilassarmi un po'.
appena mi rilasso mi scappa una puzzetta rumorosa: capperi! esclamo tra me e me. avran sentito? mi chiedo, rischiarandomi la voce e osservando la platea: se qualcuno ridacchia o guarda altrove è certo che sì.
maremma... questo è il mio attuale intercalare. maremma! maremma! (e poi: guatemala guatemala maremma maiala!) qualche giorno fa qualcuno indagando sulle mie origini mi ha addirittura chiesto se fossi maremmana.
non sono maremmana, non sono neanche guatemalteca; maiala lo sono nella norma. se mi piace il cazzo che male c'è?
continuerò a vivere ma intendo essere un po' più volitiva; non sono sicura cosa voglia dire ma suona bene.
martedì, luglio 18, 2006
solitudine del cazzo! proprio oggi che avrei tanto bisogno di compagnia, di essere distratta e di essere coccolata, devo farcela da sola. tanto è così. le amiche su cui contare sono tutte distanti e io non so a chi chiedere asilo... mi basterebbe una notte, una notte sola, che poi domani parto.
ho mandato un messaggio per chiedere ospitalità e ho ricevuto un no.
non ho il coraggio di mandare una mail agli amici fiorentini con una richiesta espressa che in questi casi succede sempre che spariscono tutti... (avete letto baol?)
agostino è stato investito da una macchina. piccolino, aveva appena un anno ed era un micio libero, si arrampicava sugli alberi, si intrufolava nelle macchie, tornava sempre con un graffio nuovo e appena lo si accarezzava faceva le fusa. io sono stata forte e brava fino a ora, che c'era la katia (dio la benedica) e una cena organizzata.
non ho il coraggio di chiamare mia madre che so piangente da ieri pomeriggio. vorrei essere abbracciata dalla marci, che in queste situazioni, lo so, parla parla parla e mi passa fazzoletti fino a che non riesce a stapparmi una risata.
life is now?
mercoledì, luglio 12, 2006
me lo ricordavo, sono certa; è che poi passa il tempo e nella testa si crea una tale confusione di nomi di facce di doveri di appuntamenti...
me lo ricordavo come era. ora non saprei descrivere nè condividere poichè non ricordo più.
si stava vicini e ci abbracciavamo stretti, immagino.
oggi sono una spugna: ho letto attentamente. ho trovato poesia. vivo per un minuto. poi dimentico.
tra i blogger di oggi segnalo zoca e archangel.
martedì, luglio 11, 2006
Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta, dell'elmo di Scipio s'è cinta la testa. Dov'è la vittoria? Le porga la chioma, che schiava di Roma Iddio la creò.
Stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte. Siam pronti alla morte, l'Italia chiamò. Stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte. Siam pronti alla morte, l'Italia chiamò, sì!
(Inno Nazionale Italiano, Goffredo Mameli, 1847)
l'ho cantato ad ogni angolo di firenze, sul motorino strombazzante; ieri in treno ce l'avevo nelle orecchie. lo cantavamo mentre brindavamo e anche durante l'amore. non mi importa che sia una marcetta con nessun valore artistico, che si parli di co(o)rte o di iddio (io che non sono realista ne cattolica). sono un'italiana e mi emoziona il nostro inno.
vorrei che l'Italia fosse CAMPIONE DEL MONDO sempre, non solo nello sport del calcio.
vorrei che l'italia fosse campione del mondo (e guida per gli altri) in creatività, innovazione virtuosa e efficienza. campione del mondo per rispetto dell'ambiente e dei bambini che già ci sono e quelli che verranno, campioni del mondo in qualità della vita. vorrei che l'italia brillasse per il trattamento che viene riservato ai giovani alle donne e agli stranieri. vorrei che gli scienziati rimanessero qui e lavorassero (invece di scappare altrove) per uno sviluppo durevole e sostenibile.
voglio un'italia campione del mondo in tutto!!!
che ne dite, fratelli?
venerdì, luglio 07, 2006
Im all lost in the supermarket
I can no longer shop happily
I came in here for that special offer
A guaranteed personality
I wasnt born so much as I fell out
Nobody seemed to notice me
We had a hedge back home in the suburbs
Over which I never could see
I heard the people who lived on the ceiling
Scream and fight most scarily
Hearing that noise was my first ever feeling
Thats how its been all around me
Im all lost in the supermarket
I can no longer shop happily
I came in here for that special offer
A guaranteed personality
Im all tuned in, I see all the programmes
I save coupons from packets of tea
Ive got my giant hit discoteque album
I empty a bottle and I feel a bit free
The kids in the halls and the pipes in the walls
Make me noises for company
Long distance callers make long distance calls
And the silence makes me lonely
Im all lost in the supermarket
I can no longer shop happily
I came in here for that special offer
A guaranteed personality
And its not hear
It disappear
Im all lost
(Lost in the supermarket, The Clash, 1979)
Sono la consulente super esperta di marketing (io?!?) di una catena di supermercati e già mi scappa da ridere.
non è un segreto che io detesti andare a fare la spesa al supermercato. meno ci entro meglio sto. quando mi tocca, sono una scheggia: velocissima arraffo quello che mi serve (bocce di vino, uova, pasta, carta igienica (con l'ecolabel) pancetta affumicata, pizza surgelata) e mi metto in fila. batto il piede canticchiando e immaginadomi di suonare la batteria, guardando fissa la persona che sta alla cassa "buonasera (mai ci vado di mattina che prima di trovare il coraggio sono già le sette e mezza e parecchie sigarettine profumate dopo) una busta, grazie" il sorriso è teso ma penso: <<è fatta, tra poco esco>> "bancomat, grazie" "arrivederci".
le porte si aprono e fuori c'è la libertà! evviva!
ebbene, visto il mio nuovo incarico, ieri, in vespa, mi ascoltavo la canzoncina pubblicata poco sopra, dalle cuffiette del mio bel i-pod quand'ecco che esso se se scappa dalla tasca dei pantaloni consulenziali (lino nero) e finisce nel mezzo della carreggiata. la canzone si interrompe(!), freno (ero sparata ai 45 km/h), metto il cavalletto non senza difficoltà, mi volto e cosa vedo?
l'autotreno!
l'aspettavo l'autotreno, lo bramavo da più di un anno e non arrivava mai ma ieri, puntuale, ha spiaccicato il mio bel i-pod! lui ha perso la vita... io invece sono ancora qua!
ora scappo che vado a cena con quei personaggioni dei blogger fiorentini.
cia'
giovedì, luglio 06, 2006
parcheggio il motorino al solito posto e mi incammino verso l'ufficio. ascolto i clash. alzo gli occhi al cielo e vedo appese ad un filo della luce che passa da un palazzo a quello di fronte un paio di scarpe da ginnastica bianche legate per i lacci che penzolano.
così mi sento anche io: non tocco terra ma non volo, legata e poi abbandonata, inutilizzata e fuori luogo, in balia delle intemperie.
mi sfugge il mio ruolo sociale ogni mio movimento inquina
(sono ben consapevole dell'inutilità di talune domande)
ma dove si è cacciato l'amore?
mercoledì, luglio 05, 2006
bene bene non c'è più nessuno. senti che pace! ho chiuso la saracinesca finalmente. sono stanco. ho servito un milione di birre stasera. col panno ho pulito il bancone almeno 100 volte ogni ora ed sono sei ore che corro su e giù per il locale, apparecchia sparecchia sorridi e batti lo scontrino. sono sei ore che ho voglia di pisciare. poi pure la rissa, stasera, non ci mancava altro: joe non ci rimette più piede qui, quell'ubriacone. e poi non paga mai.
questo è il mio momento preferito. tutti fuori si chiude. 'sta bettola sta diventando la mia casa... ma è quello che volevo, quello che ho sempre sognato. ecco, ora faccio la cassa e redigo la prima nota. che caldo che fa.
niente male, il giovedì è sempre una buona serata. questo mese ce la farò senza problemi a pagare il mutuo. che bello quando chiudo la saracinesca. che bello il silenzio. tra meno di un ora ho finito e vado a letto. spero di non crollare come ieri. ieri...
quando ha varcato la soglia stavo caricando la lavapiatti. tazzine da caffè per lo più, saranno state le nove e mezza. si è avvicinata e io l'ho finalmente guardata, interrogativo. buonasera, le ho detto, un po' confuso, e il cucchiaino che avevo in mano, bagnato, mi è scivolato. lei ha sorriso, ma si vedeva che non le veniva facile farlo. una ragazza triste ed educata. quante ne vedo, da quando lavoro qui. le ragazze sono quasi sempre sole in questa strana città. gli uomini no, loro escono in gruppo bevono e poi, brilli, litigano. strana gente. questa ragazza però aveva qualcosa di diverso, rispetto alle altre. intanto non aveva neanche un anello, una collana o un pircing. nessun tatuaggio visibile, ora che ci penso. l'ho trovata originale, fuori moda. aveva capelli puliti e abiti semplici. prego, le ho detto restituendo il sorriso. mi ha ordinato latte e menta... latte e menta!!! non me lo chiede mai nessuno tanto che avevo più volte pensato che quella bottiglia di menta me la sarei ritrovata sul groppone per anni. ho preso un bicchiere adatto, l'ho guardato in controluce per vedere che non vi fossero macchie, ho messo tre dita di menta e per il resto l'ho riempito con latte intero, fresco. ho mescolato delicatamente ed entrambi siamo rimasti a guardare quel verde che diventava sempre più chiaro. mentre procedevo all'operazione la osservavo sempre più curioso, senza che lei mi vedersse. poi, all'improvviso sono passato al tu stupendo pure me stesso. accomodati sullo sgabello, ti va di parlare un po'? come ti chiami? lei come una bambina ubbidiente si è seduta e con una vocina che mi ha fatto tenerezza ha detto:
giulia
io sono marco, piacere! ho esclamato con un tono fin troppo alto. ha fatto un lieve cenno con la testa, quasi un inchino e mi ha guardato negli occhi. poi ha preso il bicchiere con le mani e da dato un lungo sorso.
che buono
ha quasi sussurrato e poi ha cominciato a raccontare. latte e menta lo beveva sempre quando andava a trovare i suoi zii, mi ha detto. abitavano in campagna, e non parlavano molto. con loro giocava a carte, a rubamazzo.
lo zio e la zia si chiamavano franco e franca, buffo no?
la zia aveva studiato fino alla terza elementare, mentre lo zio aveva preso anche l'avviamento ma poi, a causa della guerra, aveva dovuto smettere. aveva fatto il fattore, lo zio franco, per molti anni, dopo la guerra. lui era un fattore "buono" però, di quelli che stanno dalla parte dei contadini più che da quella dei padroni.
la zia aveva occhi sorridenti e non aveva avuto figli. non era dotata in fatto di bellezza ma aveva un modo tutto suo di stare al mondo: era in armonia. aveva una passione per le storie e lo zio, che l'amava tanto, ogni settimana si spingeva in bicicletta fino alla biblioteca del paese per prendere in prestito un libro nuovo se c'era, oppure uno già letto e, all'imbrunire, dopo cena, mangiavano molto presto, sai?, lui leggeva per lei.
io non ho mai assistito a questo rito
concluse giulia. perchè? le chiesi. era un momento solo loro, mi spiegò.
i miei genitori venivano a riprendermi sempre prima di cena.
giulia aveva appena finito di bere il suo latte e menta. tirò fuori porta monete e mi chiese quanto ti devo? offro io, le ho detto, veloce ma imbarazzato; per me è sempre più facile chiedere da pagare piuttosto che offrire. grazie, marco, ci vediamo mercoledì prossimo. e mi ha sorriso, con quel sorriso triste, da sognatrice
amo questo lavoro. amo la notte quando tutti quei chiassosi ragazzi se ne tornano a casa loro. ora vado a dormire, mancano ancora sei giorni a mercoledì.
pensieri mondiali interrogativi e poesiola
tifo per le regole morali il calcio mi annoia tanto che preferisco parlare al telefono, cosa che normalmente detesto quando c'è l'inno d'italia mi emoziono, che ci posso fare sono radicata
poesiola !
albero con piedi radici rami di ricci nodosi clorofilla sanguigna in attesa paziente e muta del raggio di sole guardo lontano e resto immobile mentre un cane randagio mi piscia io gemmo
non ho imparato ancora a dire di no le vittorie della nazionale mi fanno sorridere amaramente: le sfilate di gioia sbandierate inquinano.
amo il tricolore.
ieri qualcuno mi sputa (perchè? perchè felice della vittoria dell'italia? perchè?); ieri doppia doccia. mi ritorna in mente un altro sputo ricevuto: avevo vent'anni e un travone sul bus, incazzato con le donne, si sfoga invidioso sputando sui miei capelli appena lavati e con spuma trattati. piansi e raggiunto il posto di lavoro, nel piccolo bagno tra scatole piene di libri, nel lavandino, i capelli nuovamente lavai.
lo sputo mi lascia senza parole eccetto una che non serve a nulla (perchè?): c'era un tipo a chianciano (un tipo che oggi è padre) che sputava - per terra fortunatamente - quando io e la marcy passavamo vicino, colpevoli solo di aver lasciato due dei suoi amici. perchè?
ho una certa età, e me la sento sulle spalle, irrigidite e inabituate agli abbracci. ho cantato a squarciagola hope i die (before i get old) tante tantissime volte ma se ci penso bene il mio desiderio è stato esaudito
evviva?
martedì, luglio 04, 2006
sono tutta emozionata che venerdì vado a cena coi blogger fiorentini!
ancora ridacchio dall'ultima volta (che era anche la prima) che li vidi...
che personaggioni. evviva!
:D
ormai da qualche mese è uscito un libro e io ci penso spesso. gironzolo per le librerie sperando di incapparvi casualmente, poichè non chiedo, non oso, non posso. non l'ho ancora avuto tra le mani... sento che prima o poi accadrà: mi immagino soppesarne il peso, sfiorare la copertina lucida, testare la consistenza delle pagine, guardare il font scelto, la struttura, il numero dei capitoli, l'introduzione (se c'è), l'anno di copyright, cosa è scritto sulla quarta di copertina. avvicinare il naso per sentire che odore ha. so che dell'autore si dice solo (l'ho visto su internet) è nato a firenze e vive a pistoia. in effetti che altro ci sarebbe da dire? forse che dopo aver letto dylan dog usa le pagine come carta igenica per pulirsi il culo? (questa è una cosa vera, non mento, lo so per certo)
continuo a non capire che bisogno ci sia di pubblicare (e aspettarsi che qualcuno acquisti!!!) ... "autori"... ma quanti cazzo siete? presuntuosi ignoranti come capre. ma l'avete letti i classici? presumo di no, perchè altrimenti sapreste che è già stato scritto quello che voi ritenete così originale e prezioso. io, per esempio, non ne ho bisogno (di pubblicare e di leggervi).
mi è arrivata una newsletter dell'assessore all'ambiente e territorio regionale che diceva che da chissà quando, grazie al nuovo sistema di trasporti studiato, firenze e pistoia saranno ancora più vicini.
a me pare che ci fossero cose più importanti da fare.
lunedì, luglio 03, 2006
crescere in un paesello di 6000 anime ha i suoi vantaggi. difficile perdersi di vista con i compagni delle elementari, per esempio.
questo per dire che ho appena trascorso un fine settimana con 4 dei miei compagnucci dell'epoca, due dei quali sono: il mio migliore amico e una delle mie amiche del cuore (la numero due ex equo).
ho dormito sul tec della prua con l'albero del fiocco (chiuso per mancanza di vento) che mi faceva ombra; ho dormito in posizione fetale, grazie anche a quel chiletto in più che mi ammortizzava gli sballottamenti delle onde; ho dormito buona parte della mattina e tutto il pomeriggio del sabato e un po' mi sono anche abbronzata (poco eh, che la protezione 15 non me la toglie nessuno). ho dormito e qualcuno mi ha pure fatto i complimenti, che mi credeva morta annegata e invece io, beata, sognavo cullata.
il bello di andare via con i compagni delle elementari sta proprio in questo: non devi parlare, puoi anche dormire e loro ti vogliono bene uguale.
ho dormito anche in treno di domenica notte.
a piombino ci vivrei. la stazione finisce su un binario morto, poi si attraversa la zona industriale con tutte quelle belle ciminiere (una col fuoco addirittura!); non scherzo quando dico belle, che a me l'industria mi piace e parecchio. ho visto la sede del dopolavoro ferroviario della magona d'italia e ho fatto un urletto di gioia che nei sogni miei ci lavorerei felice in un'azienda che fa il bilancio sociale e che ha una politica ambientale. verso cecina ancora leggevo ma poi appoggiato il sacco a pelo sullo zaino ho sognato tutta storta, cullata, questa volta dal dondolio ferroso del treno locale.
a firenze la stazione santa maria novella l'abbiamo riempita noi, scendendo a fine corsa, avventori assonnati dell'ultimo trano in arrivo. tutti verdi i semafori fino alla periferia alberata. i capelli ricchi di salsedine volavano verso l'alto, come i miei pensieri, ma erano bloccati dal casco. a casa mi sono lavata, finalmente, e ne avevo bisogno. il gatto è ferito sotto il collo. ho giocato con lui sull'erba del giardino. mi sono riscoperta fortunata. mi manca un uomo che mi abbracci: saprò goderne quando arriverà.
ho ancora sonno e l'oblomovismo imperversa. a volte, come ora, non voglio smettere di scrivere, che questo ticchettio mi rende viva, mi sveglia. la noia la scaccio ma poi ritorna. vorrei chiamare tante persone ma non chiamo nessuno. sono fortunata. è la seconda estate che passo senza averti incontrato. sono ancora viva.
conosco una ragazza che è anche un'artista. ha fatto la sua prima mostra la scorsa settimana e io ci sono andata. ho apprezzato le sue opere. me ne ha regalata una. mi ha fatto molto piacere. il titolo dell'opera è:
l'amore uccide ma non si muore
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