mercoledì, maggio 30, 2007
Sono piuttosto lucida da quasi un mese
(maremma maremma maremma)
devo definire una volta per tutte quello che so fare e quello che non
una cosa che mi piace tanto fare è l'amore
una che non mi piace più fare è lavorare
queste son cose che so fare
so anche scombussolare, rimestare, disordinare
una cosa che non so fare è cambiare le cose
eppure ce ne sarebbe proprio bisogno
non so suonare
ma continuo a vibrare
mercoledì, maggio 16, 2007
orchi dalle finestre appaiono i distanti
nonostante le tende
non posso più camminare nuda
lo vorrei e lo potrei poichè ciechi essi sono
ma
per amore
mi rivesto
venerdì, maggio 11, 2007
vado avanti e non me ne curo, penso. qualcuno mi aspetta a casa, penso. penso però anche che qualcosa dovrei fare.
è che ci si abitua a farsi mettere i piedi sulla testa, a farsi umiliare. la mia attitudine poi è quella di dimostrare che no, io sono brava, io lavoro bene, io meriterei di più.
che questi vecchi datori di lavoro abbiano ormai da anni sperimentato la mortificazione come più efficace strumento alla motivazione al lavoro, è certo. sono in dubbio sull'efficacia a lungo periodo... anche se non nego che in quanto tattica funzioni eccome.
io, prima o poi, per esempio, alzerò il capino. e il mio capo, con i suoi piedoni, proverà a spiaccicarlo. non ci riuscirà: allora io sarò senza lavoro e lui senza la collaboratrice più brava e sveglia che abbia mai avuto.
e ci perderemo entrambi.
evviva?
poi penso che tra pochi anni il mondo finisce e mi sento la stronza più stronza che c'è
amore arrivo
mercoledì, maggio 09, 2007
un post demente in cui un demente afferma che non crede che il surriscaldamento globale sia opera dell'attività umana merita lo slincaggio (e se fosse a portata di mano anche un linciaggio)
evviva
martedì, maggio 08, 2007
Mi hai sempre chiesto di scalare le montagne
di superare i traumi dell'adolescenza
di costruire la mia scala del potere
per poi volare su una certa indifferenza
e mi parlavi delle cause e i motivi del mio totale stato d'incoscienza
dicevi dimmi di che sto parlando
mi stai ascoltando?
e mi vedevi perso verso il fondo perchè
Io sono come un pesce
io sono come un pesce
cresco verso il basso proprio come un pesce
io sono come un pesce
per questo mi riesce
perso verso il fondo
proprio come un pesce
Non mi interessa affatto di dover pensare
che se qualcuno scende forse qualcun'altro sale
nella mia casa ci può entrare chi vuole
nella mia casa a volte é bello e a volte piove
mi hai sempre chiesto di arrivare più in alto
ma io cercavo un punto di partenza
per recuperare il senso dell'universo
perso verso il fondo perchè
Io sono come un pesce
io sono come un pesce
cresco verso il basso proprio come un pesce
io sono come un pesce
per questo mi riesce
perso verso il fondo
proprio come un pesce
(il pesce, tiromancino, 2000)
la festicciola del 5 maggio è andata bene, mi sono divertita ed emozionata, non c'erano tutti ma c'erano in tanti. il conto non è stato fatto appropriatamente ma si presume un'affluenza di punta di 40/50 persone. Lo so, sono approssimativa, ma vi assicuro che in diversi erano stipati nelle due stanze cucina e salotto. per la prima volta nella storia delle festicciole il fumo è stato evitato al chiuso. fuori era freschino, ma i fumatori vi soggiornavano, tanto che qualcuno s'è raffreddato. eccì.
la festicciola è andata bene: nessun danno evidente, c'ho guadagnato in alcolici ma non in bicchieri (tutti se lo sono, giustamente, riportato, che a me non mancano). Rifiuti prodotti: un sacco nero di plastica (piattini, e forchette, per lo più, ma ahinoi, anche bicchieri (troppi per i miei gusti!)) opportunamente differenziato, e un sacchetto esselunga di indifferenziato (sigarette e tovagliolini)
La domenica mattina mi misi i guanti di plastica (bucati) per controllare che tutto fosse in ordine, visto che era la giornata dei rifiuti differenziati.
secondo me dovrebbero esserci più feste in giro e ognuno dovrebbe portarsi (e riportarsi via!) un kit composto almeno da bicchiere e forchetta. Per fortuna vanno di moda le borse grandi.
mercoledì, maggio 02, 2007
ho fatto un master che non esiste più e proprio ieri buttavo (differenziando per eccesso più che per difetto) gli ultimi scampoli di appunti mai riletti dell'epoca. Mi interrogo sul mio impatto ecologico: sarebbe minore se mi ci pulissi direttamente il c.?)
frustrata e con una interminabile attesa alle mie spalle vivo questa semi piovosa giornata di maggio.
intanto scrivo un post e questo male non è
sappiate che la mia vita è cambiata: cucino, rifaccio il letto ma non preparo più la colazione. infatti non so se il latte fresco è finito e alla domanda diretta della madre dichiaro la mia ignoranza. non ho più scritto un racconto anche se ne ho pensato uno (oggettivizzo, talvolta): il consulente Bukowski. parla di un consulente ubriacone grande scopatore. si svolge in auto ed è un racconto breve, 5 righe all'andata da un cliente e 5 righe al ritorno dallo stesso. il cliente ovviamente è cattivo e inquina ruba e sfrutta. un viaggio che andrà pure segnato nella nota spese.
faccio il metano ma non è facile. ho fatto l'orto, cosa che ovviamente non si fa da soli.
se scrivo una parola che ho letto o sentito succede che riesca ad utilizzarla anche parlando. succede anche a voi?
ovviamente è una parola da usare con molta accortezza, che l'ovvietà, in questa era, pesa
sabato compio 35 anni. cadendo di sabato è ovvio che io faccia una festa nell'orto.
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