sulle dinamiche di gruppo tanto si potrebbe scrivere ma mi chiedo se il mio ego sia troppo piccino o troppo ingombrante per farlo. questo però è il mio bel blog e va a finire che se non m'immischio qui, almeno qui, rischio di perdere il sorriso e l'ironia (ah!), che di ridere non se ne parla proprio, con le previsioni climatiche e socioeconomiche che ci danno.
io e il gruppo:
in un gruppo alla fine succede che taccio senza lasciare l'impronta e senza inquinare; d'altronde ho solo una bocca, quattro tra orecchie e occhi, ben 10 dita: tirando le somme parlo poco, ascolto e osservo un po', scrivo assai.
mentre c'è chi chiacchiera, nella mente mia regna un gran frastuono con tutte le voci del cervello che rimbombano e sghignazzano, di me senza me. La modestia è nel contempo il mio punto di forza e di debolezza. la mia modestia infatti sbaglia sui tempi: sono modesta quando non dovrei e quando avrei dovuto non lo fui affatto (se ti sembra strano questo modo di scrivere difetti in fantasia, o lettore, per esempio)
poetizzo per puro sostentamento