giusto ieri parlavo di 'sto povero blog, abbandonato, desolato, inaridito, invecchiato, ingestito . col suo giallino sbiadito. mesi che mancano completamente. ma che succede? si chiederanno i miei tre lettori...
succede che chi scrive lavora come un ciuco: stirare, intraprendere e registrare lamentele. rigovernare gattini, rifare il letto, cucinare fagioli, preparare presentazioni, proposte innovative, progetti di sogni sostenibili. succede che non si vede un euro da troppo tempo e il coraggio di entrare sul conto on line manca. succede che capelli e unghie crescono, mentre suole e pneumatici si consumano. succede che nella gestione della complessità mi perdo e poi mi ritrovo, la sera, sul divano. l'amore si gonfia, poi si sgonfia, in un ciclo perfetto. e non m'annoio.
succede che di concerti non ne vedo neanche uno. col telefono non comunico. non scrivo racconti e nemmeno poesie. in tutta questa produzione sterile non mi riproduco. sogno la notte che poi arriverà. insomma non temete: non sono diventata solare. e in tutto questo vorticoso frullare mi ritrovo ferma immobile un due tre stella. ma tutto il mondo intorno va avanti. ma dove va?
novità importanti non ci sono a parte il fatto che a breve (tra un mese?) mi trasferisco in 60 mq di sporco nella grigia periferia trafficata di firenze. un quartiere che è un cantiere. via dalla mia cara cuccia. dopo sedici anni abbandono per un tempo indeterminato l'orto che ora è un giardino grazie alla forza delle mie operose braccia. sedici anni equivale a poco meno della metà della mia vita. ci penso. ma forse dovrei approfondire meglio.
Vi pare un cambiamento, questo? tre passi da gambero a me paiono.
altre vere novità no, non ce l'ho.
ecco vedete se siete fin qui giunti. non sono diventata solare. il sangue è rimasto freddo.