La signora sorridendo mi rispose così:
"I racconti possono essere statici o dinamici: quelli statici me li racconto quando sono a letto, di notte: sono utili perchè accompagnano il mio sonno e lo rendono meno agitato. I racconti dinamici invece sono quelli che racconto a me stessa di giorno, quando sono fuori casa: sono molto importanti perchè mi tengono sveglia!"
Rimasi senza parole: ero salito sull'ascensore insieme a quella graziosa anziana e questa era la sua risposta alla mia domanda "A quale piano va?"
Notando il mio stupore, continuò: "Sa, ad una certa età, la malattia non mi imbarazza quasi più... Vado al 1 piano, grazie, ma vorrei arrivare fino all'ultimo, l'ottavo se non sbaglio, e poi riscendere: il racconto dinamico che mi sto raccontando ora è quasi alla fine e visto che devo andare da quella chiacchierona di mia nipote, rischio di non riuscire a sentire come si conclude! Se fosse così cortese..." e mi indicò il pulsante più alto.
Obbedii, premetti il pulsante con su scritto il numero 8 e durante tutto il tragitto verticale in salita prima e poi in discesa osservai affascinato l'originale signora. Alternò espressioni stupite, impaurite, trepidanti e, infine scoppiò in un applauso ed una risata.
Arrivati al 1 piano le aprii la porta e lei mi ringraziò educatamente. Solo allora ebbi il coraggio di chiederle quale fosse la sua malattia e la sua risposta fu assolutamente in linea con il personaggio. Mi disse:
"Sono ammalata di fantasia, mio caro, buonasera."