evviva l'orto, abbasso le tentazioni
ca sulla strada della Evoluzione
succede che decido e poi agisco: da ieri sono una vera chioccia cocca! ho adottato un limone adorabile! la sera quando chiudo la porta lo accarezzo e gli dico: limoncino bello, buona notte! Alla mattina, uscendo invece: ciao piccolo limone adorabile! e lo accarezzo.
Adoro gli animalini (miao) e anche gli uomini (taluni) ma in assoluto sono le piante che prediligo. devo dire senza modestia che il giardino è diventato bellissimo. la maggior parte delle piante sia a terra che nei vasi stanno bene. è merito mio, me ne occupo con amore e non uso pesticidi. le cure sono naturali. Da qualche mese mi occupo anche di tagliare il prato. voglio seminare anche le erbette aromatiche e trasformare il tappeto erboso in un prato sensoriale... mi dispiace un po' di non veder spuntare più piantine di ortica. ma sono certa di riuscire a trovarne se mi aggiro nella campagna. l'ortica è un rimedio favoloso per la cura degli attacchi agli ortaggi, ma quanto puzza!!! :D
Non c'è niente da fare. quando ci si mette a fare le cose con amore queste vengono.
ho acquistato anche un sacco di piantine di insalata così potremmo io e richi continuare ad evitare di comprarla al supermercato. è una sensazione molto piacevole quella di passare davanti agli scaffali e dire: questo non serve, lo prendo nell'orto! ho acquistato diversi finocchi e una piantina di carciofo!
il carciofo è una pianta perenne e diventa molto grande e ingombrate. tra sabato e domenica farò la contadina e sono tutta emozionata. le piante perenni crescono con noi, e poi magari anche con le generazioni future. se tutti noi piantassimo una piantina all'anno sai che bene che si farebbe a questa povera nostra terra.
ma non finisce qui: oltre alla giardiniera/contadina ultimamente mi sono messa in testa di fare anche la sarta. proprio l'altra sera sono incappata in un film/documentario sulla storia di una maglietta. si parlava del business dei vestiti usati e gettati dagli occidentali vittime del consumismo e che, passando di mano in mano, di transazione in transazione, da mezzi su strada a mezzi su mare per poi tornare, arrivati nei paesi africani, su scassati autobus o camion o bici, vivono una nuova vita. due cose particolarmente interessanti: la prima riguarda il fatto che gli africani (che ormai e per lo più pare che si vestano (acquistandoli) con abiti di seconda mano) ritengano che quelli siano gli abiti dei bianchi morti perchè non arrivano a concepire che un vivo possa sbarazzarsi di vestiti ancora buoni. la seconda è che mentre questo commercio è molto florido - sì perchè mentre noi ce ne disfiamo gratuitamente tanti attori ci guadagnano offrendo i vari servizi della filiera (separazione/stoccaggio/ trasporto/ commercio all'ingrosso e al dettaglio) non considerando assolutamente il costo in termini di co2 - in africa l'industria tessile non esiste più.
ho più volte ribadito a me stessa il seguende concetto: produci locale, consuma locale, inquina locale e sei più responsabile.
poi però cado: non è facile essere sempre ligi.e a fronte delle tentazioni io mi trattengo per un po' ma poi... infatti a vienna ho acquistato un abitino H&M prodotto in cambogia.
voglio imparare a cucire e smettere di comprare....
voglio uscire dal tunnel !!!!