il fatto di essere stata una scrittrice di successo non mi ha dato la felicità. direi, piuttosto, che all'incremento della complessità di quel periodo non soccombei solo grazie alla mia sveglia intelligenza. non detti mai il mio vero nome e di fronte a tutti recitai altre parti.
a quell'epoca capii una delle verità vere.
ciò che è scritto è di chi legge
le verità vere sono poche e già scritte per lo più.
intendo però qui, oggi, farne una sintesi per me (perchè oggi più che mai ne ho bisogno) e per voi.
non le numererò perchè tra le verità vere non c'è priorità e solo il tempo e quelli che verranno potranno giudicare. dio non esiste, direi. non lo sono io e non lo siete voi. forse dio è il tempo e a me scarseggia sempre. e a voi?
quando poi decisi che sarebbe stata la ricerca ad avermi, mi annoiai presto. ed enuncio qui un'altra verità vera che mi fece capire che ero zoppa.
se non capisci qualcosa è perchè non fa per te
ma sicuramente c'è qualcosa che fa per me, mi dissi, dapprima con entusiasmo che veloce svanì. ma poi chiesi aiuto, a chi fu in grado di darmelo.
roberto mi fece una bella cenetta, mi fece parlare, mi illuminò e poi mi scopò.
mi disse all'ora un'altra verità vera
se qualcosa non va bene devi fare qualcosa
e così faccio la consulente aziendale e un sacco di feste con gli amici. scrivere mi piace mi serve e mi diverte. ma mi sento sola talvolta. e qui ve la butto lì un'altra di verità vera
non siamo soli, siamo in tantissimi
io sono non sono immortale, pensai. pensai a tutti i morti e ci penso ancora.
poi penso ai vivi e decido di lavorare (devo lavorare devo lavorare! panico!) che poi magari dopo vedo tessa oppure lore, che c'ho una voglia matta di stare con loro. con o senza musica.
perchè
la musica è dentro ora così come la poesia